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Il diario di Jack

Pubblicato il 4 luglio 2008 da Viviana Eramo


Il diario di Jack

Chi scrive aveva molto apprezzato The upside of anger, impunemente distribuito in Italia col titolo a dir poco fuorviante di Litigi d’amore. Aveva poi scoperto con delusione che il successivo lungometraggio di Mike Binder, Reign over me, benché mosso da rispettabilissime intenzioni, non possedeva la stessa forza del precedente. Esce oggi nelle nostre sale Il diario di Jack (Man about town), prodotto in realtà prima di Reign over me e distribuito negli Usa solo in dvd. Anche in questo caso, Mike Binder continua a (far pensare di) muoversi tra le svariate possibilità della commedia non spicciola, esplorando con un sorriso consapevole, i problemi esistenziali dei suoi connazionali. Più facile a dirsi che a farsi. _ Il regista/attore scrive e dirige la storia di un agente di Hollywood (Ben Affleck) di successo e sposato con una donna bellissima (Rebecca Romijn) che un giorno decide di seguire un corso di ‘autoesplorazione’. Obiettivo del corso: conoscere se stessi fino in fondo. Compiti per casa: redigere un diario che sia davvero scrittura del sé. Scopre poi che la moglie lo tradisce col suo miglior cliente e che una giornalista orientale, con aspirazioni da sceneggiatrice frustrate, ha deciso di vendicarsi per essere stata rifiutata dalla sua agenzia.

Il film è un pout pourri male assortito che fa la spola tra commedia degli inseguimenti, melodramma, soap opera e commedia surreale. Qualche momento esilarante viene fuori, ma la sceneggiatura porta malamente avanti una buona quantità di suggestioni. Il percorso di formazione del protagonista, tanto per cominciare. La parabola che va dalla (ri)scoperta del ‘bisogna combattere nelle vita’ al ‘siamo tutti imperfetti’ non solo appare grossolanamente didascalica, ma pure male collabora con le vicende collaterali. La parte più debole in assoluto appare comunque quella legata alla contrapposizione tra i potenti che fanno i ‘portieri’- ovvero decidono chi debba entrare nell’agenzia e quindi avere un futuro- e chi, senza conoscenze (e senza talento), prova a farcela. E per chi non si dovesse accontentare di vedere i dentoni (rifatti) da leporide di Ben Affleck e ascoltare i dialoghi strappalacrime tra lui e Rebecca Romijn in rottura, spunta pure una simulazione di videogioco dei nostri due protagonisti vestiti da sub, a riprendere il vero leitmotiv visivo del film: l’acquario gigante dell’appartamento hi-tech a più piani del nostro agente. Inutile sperare in un finale che riscatti il tutto, perché il film si chiude su un happy-end fasullo.
Peccato, perché registicamente Mike Binder conserva qualche finezza, come lo split screen che usa a effetto, la messa in scena della parodia di Basic Instinct per mano, o meglio per gambe, di Amber Valletta e l’uso sapiente della camera a mano. Come da tradizione poi, il regista si riserva la solita parte minore, ma non priva di qualche spassosa battuta.

Siamo dunque lontanissimi dalla capacità dimostrata da Binder di indagare quel sentimento ambivalente e paralizzante che è la rabbia - attraverso gli schemi della commedia, ma scanditi al tempo di un ritmo come rallentato - e siamo lontani dal tentativo un po’ zoppicante di esplorare il dramma del post 11 settembre nella vita di un ‘reduce’. Se paragonato a The upside of anger, di certo Il diario di Jack è un grosso passo indietro, ma Reign over me possiamo pensarlo invece come un nuovo piccolo passo avanti. E allora che Mike Binder, appartenente a quel gruppo talentuoso di registi/ attori che, formatisi nel mondo del piccolo schermo, alternano la propria attività tra serial televisivi e cinema, possa ritrovare il suo estro e rincalzare le speranze in chi vi aveva visto un potenziale innovatore della tragicommedia americana.


CAST & CREDITS

(Man about Town); Regia, soggetto, sceneggiatura: Mike Binder; fotografia:Russ T. Alsobrook; montaggio: Roger Nygard; musiche: Larry Groupé; scenografia: Pipo Wintter; interpreti: Ben Affleck (Jack Giamoro), Rebecca Romijn (Nina Giamoro), John Cleese (Dottor Primkin), Samuel Ball (Jimmy Dooley), Mike Binder (Morty), Erica Cerra (Sela), Gina Gershon (Arlene Kreiner), Adam Goldberg (Phil Balow), Howard Hesseman (Ben Giamoro), Bai Ling (Barbi Ling), Jerry O’Connell (David Lilly), Amber Valletta (Brynn) Lilly; produzione: MEDIA 8 ENTERTAINMENT, SUNLIGHT PRODUCTIONS, MAN ABOUT TOWN FILMS INC., GREENTREES FILMS distribuzione: CDI; origine: USA 2006; durata: 95’


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