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Il Sud è niente

Pubblicato il 5 dicembre 2013 da Edoardo Zaccagnini
VOTO:


Il Sud è niente

Il Sud è niente è un esordio interessante nella sua semplicità. E’ piuttosto teso ed efficace nel rapporto tra paesaggio e personaggi. E’ un film di poche parole, più di immagini che vengono fuori da una buona costruzione degli spazi. Cose che indicano in Fabio Mollo, classe 1980, un giovane regista da tenere d’occhio. Il suo film è gonfio di una rabbia appassionata verso il Sud del nostro Paese. Un Sud preciso e insieme più grande, mentale, culturale, interiore, che si può trasportare ed allargare. Il regista è di là, di quegli spazi bellissimi e trafitti tra Calabria e Sicilia. Reggio Calabria in particolare, la stessa città raccontata di recente, con uno sguardo altrettanto interessante, da Alice Rohrwacher con Corpo Celeste. Mollo la descrive più amaramente, con maggiore dolore, nell’abbandono in cui versa, nel degrado non solo fisico che la opprime. Ma insieme la trasfigura, piantandovi il dolore dei personaggi ed elevando quel piccolo spazio di mare tra due terre (potenzialmente meraviglioso) a simbolo della distanza affettiva che domina il film. Che infatti è racconto stratificato, come è bene che sia, nei contenuti e nella forma. E’ romanzo di formazione, è film sulla paternità e sulla famiglia, è opera sulla condizione drammatica della gente a Sud, giovane e adulta. E’ un esordio asciutto e magico insieme, di violenza e speranza, come il cielo contrastato di sole e nuvole che lo avvolge, come il mare a volte nerissimo e a volte azzurro che lo bagna, e accarezza le ferite di quella terra violentata. Intercettiamo le emozioni dei personaggi. Crediamo nella chiusura di un’adolescente ferita e nella frustrazione implosa di suo padre. Sentiamo il peso di un contesto sospeso tra campo e fuoricampo che piega la fioritura delle persone e smarrisce la loro energia. Lo incontriamo nella sua immobilità, nel rapporto claustrofobico con la tradizione (pensiamo alla processione della Madonna) nel silenzio che uccide ogni giorno, nei rapporti di forza che continuano ad essere accettati perché è così che va. Lo incontriamo nella sua espressione più violenta e drammatica, sotto il letto, in una borsa di ricordi dove è nascosta una seconda verità, la più dolorosa, quella del sangue versato. Da quel Sud profondo e moderno, fuori stagione e quotidiano, che per fortuna è anche magia, il regista lancia un raggio di sole, rimette a mollo una barca, immagina e prega che la bellezza possa prendere magicamente a fluire. Sta nell’apertura della giovane, nel suo corpo metafora che incontra e scopre la felicità, nella riconciliazione con suo padre, il simbolo di questa tenue e gridata speranza. Il Sud è niente è più preghiera e grido che rassegnato lamento. Ed è anche un piccolo buon segnale per il cinema italiano.


CAST & CREDITS

Regia: Fabio Mollo; Sceneggiatura: Fabio Mollo, Josella Porto; Fotografia: Debora Vrizzi, Musiche: Giorgio Giampà; Montaggio: Filippo Montemurro; Interpreti: Vinicio Marchioni, Miriam Karlkvist, Valentina Lodovini, Andrea Bellisario, Alessandra Costanzo Nonna Giorgio Musumeci Pietro; Produzione: B24 FILM, MADAKAI, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA; Distribuzione: ISTITUTO LUCE CINECITTÀ


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