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In grazia di Dio

Pubblicato il 27 marzo 2014 da Monia Manzo


In grazia di Dio

Arriva nelle sale italiane il film di Edoardo Winspeare, scelto per la sezione "Panorama" all’ultimo festival di Berlino. Parliamo di un regista che, al contrario delle sue origini anglosassoni, è profondamente immerso nella cultura meridionale, tanto da farne un ritratto molto fedele e scegliendo degli attori che oltre a non essere professionisti, sono in parte membri delle sua famiglia.

Siamo in piena crisi e soprattutto ci troviamo nel Sud Italia, in cui il gap sociale tra ricchi e poveri è notoriamente più marcato rispetto al resto dello Stivale; la famiglia di Adele (Celeste Casciaro) è costretta a indebitarsi per finanziare la piccola imprese familiare, nonostante ciò l’usura legalizzata di una delle fantomatiche finanziare, che speculano con dei tassi da strozzini, la mette alle strette obbligandola a vendere, guarda caso la loro unica casa. Nel frattempo l’ex marito di Adele finisce in carcere per aver tentato di arrivare con un’imbarcazione in terra straniera e prelevare dei clandestini, in cambio di una somma che avrebbe diviso con il cognato.

Il fratello di Adele è costretto a ritornare come in un flashback nel passato, ad immigrare nella sicura Svizzera, con tanto di moglie e figli a carico, mentre il resto della famiglia si trasferisce in campagna in una casupola fatiscente con vasto appezzamento di terra, comprensivo di oliveto e dalla visuale mozzafiato su di un mare che quasi commuove per la bellezza selvaggia. La figlia di Adele è l’unica che si rifiuta a collaborare trascorrendo invece il tempo nella vaghezza più assoluta, mentre la sorella minore sogna di poter fare l’attrice e la madre, con sorpresa della nipote, si fidanza con un coetaneo. Ė nella ripetitività delle azioni delle 4 donne intente a sopravvivere nelle loro individualità che il tempo scorre immutato, sorretto e accompagnato da una natura onnipresente, che tanto è amata da Winspeare da renderla il tema centrale del film. Nonostante la poca originalità del soggetto affrontato, la storia regge e si sviluppa con costanti ritmi cinematografici, senza mai toccare livelli di sceneggiatura in cui un avvenimento possa creare una tensione scenica maggiore. È in questa sua poetica del fluire della vita nella propria naturalità che il film colpisce, nulla di particolare accade nonostante il mondo fuori sta inesorabilmente cambiando. Winspeare ci avvicina così ad un cinema minimalista, con delle imperfezioni narrative a volte evidenti, ma compensate da un racconto per immagini molto scorrevole e ricco di una sorprendente pacata vitalità.

Potenzialmente è questa la più compiuta delle opere del regista, in cui si registra una forte volontà di parlare di chi siamo e soprattutto ricordandoci che veniamo dalla terra, in cui la vita non tradisce mai l’essere umano e in cui il ciclo delle nostre esistenze può concludersi senza sofferenze troppo sofisticate.

È la vita ancora una volta a trionfare, con il bambino della giovane Ida, che nascerà tra questo simposio di donne e che potrà vivere nella tanto augurata "grazia di Dio", un modalità della lingua meridionale che fa eco ad un "paradise lost" non troppo lontano per essere recuperato.


CAST & CREDITS

(In grazia di Dio) Regia: Edoardo Winspeare; sceneggiatura: Anna Boccadamo, Edoardo Winspeare, Alessandro Valenti; fotografia: Michele D’Anattasio ; montaggio: Andrea Facchini ; scenografia: Sabrina Balestra ; interpreti: Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis, Gustavo Caputo, Angelico Ferrarese, Amerigo Russo, Antonio Carluccio;produzione: Gustavo Caputo, Alessandro Contessa, Edoardo Winspeare, Rai Cinema, Saietta Film; ; origine: Italia ; durata: 127 min. ’.


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