Torino 33 - Iona

Iona è il nome della protagonista, una trentenne dagli occhi pieni, che guarda il mare dal traghetto accanto ad un ragazzone dalla pelle chiara, l’aria smarrita, il fisico troppo cresciuto per la giovane età. I due restano muti per tutto il viaggio, comunicano con gli occhi, danno l’impressione silenziosa di essere braccati. Sbarcano in macchina dal traghetto su un’isola verde e piatta, un paesaggio rilassante, calmante, quieto. Nell’inquadratura successiva la macchina è in fiamme. La pace trasmessa dalla natura contrasta con la tensione dei due personaggi principali. Iona e Bull a piedi raggiungono un raggruppamento di case. Entrano in una di esse. Vengono accolti con grande affetto da un uomo di mezza età, Daniel. Dice che la moglie è morta, lui è rimasto solo. Li accompagna in una stanza al piano di sopra, con due letti gemelli singoli, uno di fronte all’altro. La donna riconosce la sua stanza, guarda le foto attaccate al muro raffiguranti lei e una ragazza bionda. Piano piano emergono dettagli dal passato: Iona è cresciuta lì con la madre, in una piccola comunità rurale religiosa, dove la madre era giunta per via di una dipendenza da droga e alcol. Si intuisce che poi sia morta. Flash-back di dettagli di violenza domestica della vita successiva, sulla terraferma, sono ricordi di Iona. Il figlio quattordicenne urla e picchia il materasso durante la notte. Si desume che la vita di madre e figlio fuori dall’isola non sia stata rose e fiori. Tra tentativi di integrazione, personaggi ostili, confessioni e tentazioni Bull e Iona, ognuno a suo modo, provano ad allontanarsi da un trauma che stenta a lasciarli in pace.
Le colpe dei padri si riversano sui figli, quanto si è disposti a rischiare per salvare la propria progenie, come riuscire a dimenticare, senza la protezione della religione (dentro cui la congregazione, unita e compatta, si chiude e sotto la quale nasconde pecche, tragedie, malattie).
Con stile intransigente, un dramma senza possibilità di riscatto. Duro.
(Iona); Regia: Scott Graham; sceneggiatura: Scott Graham; fotografia: Yoliswa von Dallwitz; montaggio: Florian Nonnenmacher, Colin Monie; interpreti: Ruth Negga, Douglas Henshall, Tom Brooke, Michelle Duncan, Ben Gallagher, Sorcha Groundsell, Christine Steele, Matthew Zajac, Jim Sturgeon; produzione: Bard Entertainments; origine: UK, 2015; durata: 90’
