L’amore secondo Dan

Dan Burns (Steve Carell), editorialista per un quotidiano, padre premuroso di tre bambine e vedovo da alcuni anni, decide di trascorrere il week-end nel Rhode Island con tutta la sua famiglia nel ritrovo che si tiene ogni anno. Giunto nella casa paterna la situazione è quasi paradossale: tutti sembrano interessati solo alla vita sentimentale di Dan. Fuggendo la situazione, il protagonista si reca ad un book-shop dove incontra Marie (Juliette Binoche) una ragazza decisamente affascinante.
Queste sono le premesse dell’ultimo film di Peter Hedges, già sceneggiatore di commedie come About a Boy, si cimenta un genere inusitato nel panorama delle commedie made U.S.A. Il regista è straordinario, infatti, nel tinteggiare panorami familiari particolari e inconsueti, velati sempre da un’aura di dolcezza e malinconia. Esempio lampante di tutto ciò è la figura del protagonista che assorbito totalmente dalla vita delle figlie, sommerso dal dolore per la perdita della moglie, scrittore di un solo ed unico libro e che probabilmente ha esaurito la sua vena creativa, per lavoro porta avanti un trafiletto in un quotidiano dando consigli alle persone su come vivere quando la sua stessa vita è quanto mai sgretolata.
A fare da contraltare la sua famiglia, unita ed inconsueta, dove ogni figura sembra insinuarsi nella vita del protagonista perturbandolo (vedi le attenzioni dei vecchi genitori), o mettendolo di fronte alle proprie responsabilità. In questo senso le tre figlie diventano dei veri e propri specchi nei quali Dan può vedere riflesso tutto ciò che desidera, ma che continua comunque a sfuggirgli. Il distacco dalla moglie e l’apertura agli altri viene, così, riscpecchiato nella figura della bambina più piccola con il suo candore complice. Allo stesso modo l’ebrezza e la necessità di un nuovo amore trova il suo sorrispettivo nei problemi adolescenziali della seconda figlia, mentre l’esigenza di aprirsi al mondo è "contrappuntato" dal desiderio di guidare un’autovettura della terza.
Inutilmente Dan cerca di dissuadere le figlie e di negarsi questi elementi che invece verranno lentamente a scardinarsi proprio dall’incombere di Marie nell’esistenza del protagonista.
Tutto viene naturalmente gestito all’interno del sistema della commedia.
Senza perdere di vista le esigenze dei tempi comici, il regista riesce a far trasparire tutti questi elementi psicologici, senza mai appesantire il racconto. La sua è una messa in scena fluida, senza mai una caduta di tono o di ritmo. Peter Hedges (anche sceneggiatore) conosce la materia in cui si cimenta, e ne sa dare una valida trasposizione filmica.
Intensa ed emozionante la fotografia di Lawrence Sher, che ritrae un Rhode Island perennemente deserto, immerso in un’atmosfera uggiosa, che mette in evidenza gli elementi naturali, ma che è anche metafora del turbamento interno del personaggio che si scioglie solo nel tramonto della scena finale.
Altrettanto emozionante il compartimento sonoro, sostenuto dalla chitarra di Sondre Lerche, e da un sottofondo melanconico, come la performance struggente dello stesso Steve Carell di Let My Love Open The Door.
Proprio Steve Carell ci regala una memorabile prova d’attore, dando all’interpretazione sfumature incerte e un tocco afflitto e di rara emozione. L’attore pienamente calato nel ruolo sa mettere in luce punti di indiscutibile effetto, che trasportano lo spettatore “nella vita reale di Dan”.Tutte all’altezza le spalle che assistono il protagonista e mettono in luce un universo privato aprendolo al mondo.
In generale Peter Hedges porta sullo schermo un piccolo grande film, troppo facilmente ignorato dalla critica e dagli stessi produttori, che forse incautamente l’hanno sottovalutato.
(Dan in Real Life); Regia: Peter Hedges; sceneggiatura: Pierce Gardner, Peter Hedges; fotografia: Lawrence Sher; montaggio: Sarah Flack; musica: Sondre Lerche; interpreti: Steve Carell (Dan), Juliette Binoche (Marie), Dane Cook (Mitch), John Mahoney (Poppy); produzione: Focus Film; distribuzione: Eagle Pictures; origine: U.S.A.; durata: 98 min; web info: sito ufficiale
