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La coniglietta di casa

Pubblicato il 5 dicembre 2008 da Nicola Lazzerotti


La coniglietta di casa

Shally (Anna Faris) orfana, dopo un’adolescenza solitaria fiorisce in tutta la sua bellezza ed approda alla Mansion di Playboy. Qui trova la sua dimensione ideale e le sembra di vivere una grande e spensierata favola. Al compimento dei 27 anni viene allontanata, senza troppe cortesie, poiché troppo vecchia dalla casa di Playboy. Così la nostra coniglietta deve cominciare a fare i conti con il mondo esterno e con la vita reale. Dopo un lungo girovagare ed alcuni incidenti ( delirante il modo in cui viene arrestata), approda alla confraternita delle Zeta, un club di ragazze con grossi problemi di socializzazione ( le classiche Nerd, tipiche dell’ideologia giovanilistica della cultura americana). La confraternita è a rischio di chiusura per mancanza di iscritte e sarà la nostra Shally a cambiare le cose...

Finalmente la Faris, sdoganati i panni ormai obsoleti e stantii dei vari Scary Movie, trova un filmetto in cui ritagliarsi la sua parte e fare la sua figura. Irriconoscibile dietro un taglio vaporoso e un esplosivo décolleté, caratterizza e cuoce a puntino il pubblico regalando un’interpretazione spumeggiante e veramente azzeccata.
Per il resto il cast è all’altezza del compito, capace di rendere verosimile l’universo, ormai fin troppo abusato, dei college americani. Imbruttite a dovere nella prima parte del film per poi risplendere nella seconda.
Cimentarsi in un’analisi profonda risulterebbe un’operazione decisamente fuori luogo, dato che ciò che il film promette e mantiene è solo del sano divertimento, senza alcuna pretesa analitica appunto.
E tutto sommato importa poco che vi sia un’ennesima rappresentazione del corpo femminile come vetrina e come elemento moltiplicatore del valore umano, per due sacrosanti motivi: il primo, perché è vero (reale), il secondo, perché come detto non è nelle corde di questo film occuparsi di questa falsa morale. A rendere vivace la pellicola sono invece delle trovate e delle gags assolutamente scoppiettanti, che sanno divertire lo spettatore per un’ora e mezza senza troppe pretese.
Il film naturalmente deve fare i conti con il genere e se messo in rapporto, per esempio, con films quali La rivincita dei nerds ci si accorge di una persistente opposta dicotomia, da una parte un film, ed erano gli anni ’80, che in fin dei conti promuove l’intelletto e la sagacia come motori reali di una società del successo. Mentre oggi sembra emergere un desiderio di compassione e di buoni sentimenti a buon mercato.
Cameo, ma era praticamente scontato, per Hugh Hefner (fondatore della rivista Playboy) e per Katharine McPhee (famosa in America per la sua partecipazione ad American Idol) che canta I Know What Boys Like. Un film piccolo questo, certo non un capolavoro, buono per due risate, un popcorn e una buona compagnia.


CAST & CREDITS

(The House Bunny); Regia: Fred Wolf; sceneggiatura: Karen McCullah Lutz e Kirsten Smith; fotografia: Shelly Johnson; montaggio: Debra Chiate; musica: Waddy Wachtel; interpreti: Anna Faris (Shelley Darlingson), Colin Hanks (Oliver), Emma Stone (Natalie), Kat Dennings (Mona); produzione: Adam Sandler/Happy Madison Productions; distribuzione: Sony Pictures Releasin Relativity Media; origine: U.S.A., 2008; durata: 97’


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