Las Acacias

Una strada da percorrere è la metafora più appropriata per indicare un mutamento. Per questo il road movie è uno dei generi che meglio si presta a dispiegare sullo schermo il cambiamento interiore di un personaggio, l’approdo ad una situazione diversa rispetto a quella iniziale.
Ruben è un camionista, indice perfetto della solitudine e della “rudezza”, ed un giorno si trova costretto a dare un passaggio dal Paraguay a Buenos Aires ad una sconosciuta – Jacinta- che porta con se la sua bambina ancora in fasce Anahì.
Las Acacias, dell’ esordiente argentino Pablo Giorgelli, è il resoconto del loro viaggio, percorso simbolico volto a scalfire l’indifferenza di Ruben verso il mondo che lo circonda.
Ridotta ai minimi termini la trama del film è abbastanza convenzionale: declina un tema incessantemente visitato dalle cinematografie di tutto il mondo, nonché dalla letteratura, in quanto il tema del viaggio è antico quanto la narrazione stessa.
Giorgelli cerca però di esplorarlo facendo ricorso ad un linguaggio basato sulla sottrazione estrema. Tutto il film è costruito sui lunghi silenzi imbarazzati che intercorrono tra i due protagonisti – sconosciuti l’uno per l’altra – e sugli sguardi fugaci che si scambiano. Per la maggior parte del tempo la storia si svolge sul camion di Ruben, e non ci è dato sapere quasi nulla del passato dei personaggi se non quello che loro stessi raccontano. La progressione del rapporto tra i due si basa su scarti minimi, indici di una confidenza sempre maggiore, piccoli gesti che esplicano un progressivo avvicinamento.
L’intento liricheggiante del regista naufraga però sulla scarsa capacità di far assumere al paesaggio il ruolo che in una narrazione simile dovrebbe spettargli di diritto.
In un film di lunghissimi silenzi, sequenze che insistono sui minimi gesti fino all’estremo, sguardi imbarazzati e mutamenti impercettibili il paesaggio potrebbe porsi come elemento simbolico che fa da cassa da risonanza allo stato interiore dei protagonisti, o perlomeno come elemento lirico che conferisce un senso alla scelta di un simile metodo di narrazione. Invece la strada che unisce quel pezzo di Sudamerica che va dal Paraguay all’Argentina rimane un "personaggio" muto, registrato con disinteresse dalla macchina da presa e per niente esaltato dalla fotografia, come se fosse irrilevante rispetto a ciò che succede dentro il camion. La valenza simbolica del viaggio viene così persa, e resta purtroppo una dose forse eccessiva di noia.
(Las Acacias); Regia: Pablo Giorgelli ; sceneggiatura: Pablo Giorgelli, Salvador Roselli ; fotografia: Diego Poleri ; montaggio: Maria Astrauskas ; musica: Martin Litmanovich ; scenografia: Yamila Fontàn ; interpreti: German De Silva (Ruben), Hebe Duarte (Jacinta), Nayra Calle Mamani (Anahì); produzione: Airecine, Utopica Cine; origine: Argentina, Spagna ; durata: 85’.
