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Le regole del gioco

Pubblicato il 21 giugno 2007 da Nicola Lazzerotti


Le regole del gioco

Il cinema di Curtis Hanson è un cinema raffinato e attento: un cinema che risulta sempre inquadrato in un’ottica di narrazione lineare e coerentemente concreta.
Huck Cheever (Eric Bana) è un giocatore di poker professionista, in grado di creare un discreto gruzzolo con poche fiches, e altrettanto incosciente da giocarsi tutto, pur di rischiare. Tormentato da un rapporto complicato con suo padre, L.C. Cheever (Robert Duvall), anche lui giocatore professionista, incontra e si innamora della dolce Billie Offer (Drew Barrymore), una giovane cantante giunta a Las Vegas per rifarsi una vita.
Il 2003 rappresenta un anno cardine nella storia del Poker: l’ingresso delle televisioni porta una visibilità sconosciuta ad un mondo solitamente chiuso e discreto, la divulgazione del gioco su internet e, soprattutto, la vittoria delle world series da parte di un giocatore dilettante, porta una trasformazione radicale del gioco stesso. Il Texas Holdem (una sorta di Teresina, due carte a testa e cinque da scoprire ) nuova essenza e nuovo spirito del poker, come lo snooker a nove palle de Il colore dei soldi di Scorsese, rappresenta tutti quei caratteri, tipici di una dimensione dello sport che non è più tale, ma diventa show, intrattenimento. Dove, dalla sacralità della solitudine del tavolo verde, si passa agevolmente alla massificazione dello spettacolo televisivo. La televisione, come un reality, enuncia e mostra lo stato emotivo e i comportamenti dei giocatori in funzione del punto che hanno in mano: in questo caso, è il giocatore stesso l’oggetto della tensione emotiva dello spettatore. Ad inasprire e a radicalizzare tutto questo è la Fortuna (lucky you, per l’appunto), mascherata dalll’intraprendenza e dalla scaltrezza dell’uomo comune, che, in gara in un torneo open, affronta tutti i contendenti fino alla fine, fino alla vittoria che si traduce in ricchezza, ricchezza per un nuovo sogno americano di gloria e arrivismo fondato sull’inconsistenza.
A contrario, nel cinema di Hanson il ritmo e la tensione scaturiscono dall’inaspettato, dalle dinamiche dei personaggi e dall’evolversi degli accadimenti. Infatti, come in una soggettiva, lo spettatore conosce solo le carte del protagonista: l’oggetto filmico è, in definitiva, il gioco stesso e il suo divenire. Mentre la fortuna, quella vera, ha, per il regista americano, un aspetto e un sapore romantico che si manifesta nella scoperta di una donna da amare o nel recupero di un rapporto con un padre da troppi anni interrotto.
A margine di tutto questo, una storia leggera, scorrevole ed emozionante rende il film veloce, e la sceneggiatura, splendidamente scritta dal grandissimo Eric Roth e dallo stesso Curtis Hanson, risulta compatta ed incalzante, senza sbavature o cali di ritmo.
A dare ulteriore man forte, interviene la presenza della componente attoriale. A farla da padroni su tutti sono Eric Bana e Robert Duvall: dolce e sincera la loro interpretazione, contornata dalla presenza di tanti campioni del moderno poker televisivo (presenza che regala all’immagine un senso di realismo e autentica credibilità).
Unica, ma decisamente irrilevante, nota stonata, è la voce del cronista televisivo, doppiata in italiano da Fabio Caressa, che appare indiscutibilmente fuori luogo ed inappropriata.


CAST & CREDITS

(Lucky you) Regia: Curtis Hanson; soggetto: Eric Roth; sceneggiatura: Eric Roth, Curtis Hanson; fotografia: Peter Deming; montaggio: Craig Kitson; musica: Christofer Young; scenografia: Clay A.Griffith; costumi: Michael Kaplan ; interpreti: Eric Bana (Huck Cheever), Drew Barrymore (Billie Offer), Robert Duvall (L.C. Cheever), Debra Messine (Suzanne Offer); produzione: Deuce Three e Di novi Pictures; distribuzione: Warner Bros Pictures; origine: U.S.A.; durata: 123 min. ; web info: sito ufficiale


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