Linea d’ombra 2008 - Seven days sunday

Cogliere la vita in una nota di cronaca, andare oltre il semplice dato per giungere alla Verità. E’ questo l’obiettivo posto da Seven Days Sunday, opera prima del giovane tedesco Niels Laupert, presente al Festival Culture Giovani di Salerno nella sezione Linea d’ombra _ Passaggi d’Europa. Il film prende spunto da un fatto di cronaca, un omicidio perpetrato da due minorenni per puro sadismo.
Ambientata nella periferia di una piccola città tedesca, la vicenda ha per protagonisti Adam e Tommek, due giovani che hanno da tempo abbandonato la scuola e passano gran parte del loro tempo per strada. Laupert parte dal dato oggettivo per costruire un cupo spaccato della gioventù tedesca e delle sue pulsioni violente. Adam e Tommek corrono tra i vetri rotti di una periferia, tra capannoni abbandonati, feste alcoliche, piccole ruberie, pestaggi. C’è chi ruba la bicicletta ad un passante che l’ha lasciata incustodita per dedicarsi alle proprie compere, chi il vino in una chiesa; piccole ruberie, verrebbe da dire almeno inizialmente. Ma quella di Seven Days Sunday è una vera discesa agli inferi adolescenziali, dove i turbamenti sessuali, le pulsioni violente fanno da pendant alle rovine della periferia tedesca. Privi di legami e attenzioni familiari, i due si ritrovano spesso a dormire per strada, dove capita, e spostano lentamente il limite violento dei loro atti, carichi di una logica che è solo distruttiva. Tra i due giovani si instaura un rapporto di amore-odio, con il timido Adam che sembra spinto al male dall’aggressivo Tommek. Entrambi si invaghiscono della stessa ragazza, ma non nutrono alcuna gelosia l’uno dell’altro. E nella notte di domenica, durante una festa alcolica, si ripromettono di uccidere un uomo tra l’incredulità degli altri partecipanti. Inutile dire che la drammatica corsa alla violenza avrà un esito tragico.
Con un attento lavoro sui personaggi, il film coglie frammenti di una realtà disperata, quella di una società tedesca dietro al cui decantato benessere si nascondono sacche di violenza e di emarginazione. Laupert tratteggia queste due figure con uno stile asciutto, non lascia trapelare giudizi ed evita facili letture psicologiche; sessant’anni dopo l’Edmund di Germania anno zero, Tommek e Adam corrono tra i resti di una società frantumata, priva di principi morali e punti di riferimento, sensibile al fascino del male. Il cinema in questo caso smentisce la costruzione di una facile realtà, quella della ricca e prosperosa patria tedesca, beneficiaria principale della politica e dell’economia comunitaria. In qualche altro paese, di fronte ad una rappresentazione così dura e sconsolata, si sarebbero alzate le spalle liquidando il tutto con il celebre detto: «I panno sporchi si lavano in famiglia». Dopo aver distrutto vetri, porte di un vecchio edificio, Adam chiede a Tommek il motivo della loro violenza. La risposta non c’è, se non nel fascino che questi adolescenti nutrono verso la violenza.
Un esordio interessante, acerbo e con qualche vezzo stilistico (alcuni dialoghi un po’ sentenziosi) compensato dalla giusta dose di rabbia e volontà comunicative, che trova il punto di forza nelle interpretazioni dei giovani attori, volti e voci davvero azzeccati. Auguriamo dunque buona fortuna a questo piccolo film tedesco di rabbia e solitudine (dopo Rotterdam, Salerno ed altri festival europei figura nel programma del prossimo Tribeca), lontano dai nostri film “carini” su adolescenze ovattate da amori impossibili e da un finto benessere che non ha alcun riscontro nella realtà.
(Sieben Tage Sonntag); Regia: Niels Laupert; sceneggiatura: Niels Laupert; fotografia: Christoph Dammast; montaggio: Hansjorg Weibrich; musica: Michael Heilrath. produzione: Bartl Laupert Dierbach Filmproduction GBR; origine: Germania, 2007 durata: 80’.
