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Lower City

Pubblicato il 4 luglio 2008 da Simone Isola


Lower City

Salvador di Bahia, costa nord-est del Brasile. Tra i bassifondi e i vicoli del porto scorrono le giovani vite di Naldinho e Deco. Amici da sempre, hanno in comune una barca che sfruttano per piccoli lavori di cargo e consegna. Proprio durante una delle loro trasferte incontrano in un bar una bella ragazza in cerca di un passaggio per Salvador. Esile ma sensuale, Karinna si unisce ai due giovani offrendo di fare sesso con loro come pedaggio per il viaggio. Questo incontro cambia per sempre le loro vite.

Siamo nel terreno del triangolo amoroso, topos che come pochi altri attrae l’immaginario collettivo e spinge ad un’analisi spietata dei sentimenti e dell’animo umano. Sergio Machado, documentarista e assistente di Walter Salles in Central do Brasil, esordisce alla regia con una storia di passione e gelosia, dove il sesso è detonatore di una condizione esistenziale sospesa e precaria. Ma in Lower City, presente al 58° Festival di Cannes nella sezione "Un Certain Regard", sono rintracciabili molti altri temi, come quello della donna portatrice di discordia, l’amicizia non priva di un velato soffio di omosessualità, il porto come crocevia oltre che di merci anche di sentimenti. E’ chiaro già da quel primo accoppiamento sul battello, dove il sesso dovrebbe essere puro piacere e null’altro, che tra i tre personaggi si sta sviluppando un rapporto assai più complesso. Deco al timone spia l’amplesso da una fessura, mostrando una curiosità del tutto immotivata. Durante una sosta nella città di Cachoeira i due amici escono a divertirsi e si recano ad un combattimento di polli; Naldinho scommette dei soldi, perde e finisce in una rissa dove per difendere il suo amico viene accoltellato. Karinna, che voleva abbandonare i due sfruttando il passaggio di un altro giovane, si ritrova così a soccorrere Naldinho e a scappare con i ragazzi a Salvador. Quella che sembra una banale prostituta diventa per i due amici una sorta di ossessione, in un vortice di gelosia e turbamenti che porta alla dissoluzione del loro rapporto d’amicizia. Già dai primi sguardi, la giovane ai loro occhi acquista sembianze quasi materne. Naldinho la implora, ferito al ventre, di non lasciarlo; è Karinna a consolare Deco che piange davanti all’amico gravemente ferito; è sempre la donna, nel finale del film, a pulire le ferite sui volti dei due litiganti, come una madre farebbe con due figli discoli. D’altro canto, dopo aver constato l’impossibilità di un rapporto a tre, i ragazzi iniziano a corteggiare separatamente Karinna, e le loro vite si dividono. «Non riesco a vivere senza uno di voi due», dice la ragazza. Deco torna a boxare e Naldinho si dedica a cattivi affari con il progetto di portare via Karinna dalla prostituzione e dal nightclub. Come i galli da combattimento, Deco e Naldinho finiscono per picchiarsi a sangue per strada, e per poco non si ammazzano. Il film coglie con taglio realista l’amore che riempie la vita di questi giovani sino all’orlo della loro ragionevolezza.

Dal lato tecnico, il prodotto è di alto livello, con la fotografia terrosa e lievemente sovraesposta di Toca Seabra, musiche sensuali e d’atmosfera (Carlinhos Brown e Beto Villares). Gli interpreti sono convincenti e di talento. Su tutti Alice Braga, che mostra il carisma del personaggio attraverso la naturale carica comunicativa del proprio corpo, catalizzatore dell’attenzione dei due uomini. Dove il film non convince è nell’evoluzione di questi sentimenti, che sembrano come già inizialmente assegnati; ne consegue un’integrità narrativa che a tratti scade in piattezza. Il film si pone sui volti dei giovani ma non offre nessun sussulto, tranne nelle frequenti scene di sesso, con l’intrecciarsi sudato di corpi, l’affannarsi di respiri. Anche i bassifondi della città, così espressivi e affascinanti, entrano raramente nel film costituendo piuttosto una cornice sottile. Tutta la vicenda si rinchiude in due o tre luoghi, come nel nightclub “Xanadu”, nella palestra di box. La direzione del casting è precisa, e sensibile l’attenzione del registi per l’indagine psicologica. Qua e là viene a galla un po’ di maledettismo, la ricerca dello choc in alcune sequenze di grande impatto e di carica erotica, dove l’espressione ha il fiato sul collo dell’artificio. Una rabbia espressiva non sempre sotto controllo, e un plot non di brillante originalità; limiti che si perdonano ad un esordio audacie tra sentimenti ed emozioni forti. Più del triangolo amoroso restano impresse le lacrime della bella e maledetta Karinna, il suo sguardo e la profondità dei personaggi che tra i vicoli di un Brasile arcaico, e forse proprio per questo ricco di fascino, lottano contro i propri sentimenti.


CAST & CREDITS

(Cidade Baixa); Regia: Segio Machado; sceneggiatura: Sergio Machado e Karim Ainouz; fotografia: Toca Seabra; montaggio: Isabela Monteiro De Castro; musica: Carlinhos Brown e Beto Villares ;interpreti: Alice Braga, Lazaro Ramos, Wagner Moura; distribuzione: Iguana Film ; origine: Brasile, 2005; durata: 100’ ; web info: Sito italiano


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