Mamma mia!

Una grande festa, piena di colori mediterranei, di musiche ballabili che riecheggiano nel Mare Nostro. Mamma mia! è uno straordinario inno alla vita e all’amore. Uno spettacolo che dal teatro giunge intatto sul grande schermo dopo aver dominato i cartelloni di tutto il mondo, arrivando a superare per numero di repliche un capolavoro come Tutti insieme appassionatamente. I motivi di tale successo sono diversi: una trama semplice ed efficace; la simpatia dei personaggi, molto umani e fragili; l’ambientazione seducente e infine, ma non ultime per ordine di importanza, le musiche degli ABBA. E’ la storia della piccola Sophia, americana cresciuta in una piccola isola greca dove sua madre – Donna, ex figlia dei fiori – si è trasferita da anni per gestire una piccola pensione. La ragazza ha un sogno: incontrare il padre che non ha mai conosciuto e farsi condurre da lui all’altare, visto che è in procinto di sposarsi.
Guidata dalla scoperta di una diario segreto materno, Sophia invita i tre partner che Donna ha avuto vent’anni prima per confrontarsi con loro e scoprire chi di loro è suo padre. Il piano ha esiti imprevedibili ed esilaranti; non vi anticipiamo altro, perché i colpi di scena sono numerosi, e le svolte imprevedibili davvero gustose e divertenti. Nella trasposizione cinematografica sono state operate alcune scelte davvero azzeccate. Si insiste molto sul tema dell’acqua come forza rigeneratrice, un liquido amniotico che circonda i personaggi in una sorta di atmosfera protetta, quasi idilliaca. La risposta al sogno di Sophia viene proprio dal mare, che porta tre uomini da conoscere e scoprire. Una paternità cercata con dolcezza, senza rabbia per l’abbandono, come se Sophia fosse ancora nel grembo materno.
Luci e colori, abbiamo detto, e musiche ballabili. Ci sono i migliori ABBA, con i loro ritmi e suoni così seventies; le rime delle canzoni passano velocemente di bocca in bocca, garantendo insieme atmosfere suggestive e un alto tasso di comunicatività. La gestione delle partiture, i legami tra le canzoni e il resto della messinscena sono perfetti; basti citare lo straordinario canto d’amore di “The Winner Takes It All”, dove Mery Streep combina prodigiosamente canto e parlato, interpretando il brano in modo carnale, vibrante, come se fosse un monologo in musica. Forse la regia di Phyllida Lloyd non valorizza al massimo l’enorme potenziale spettacolare del film, non osa movimenti incisivi, trattiene lo stile nell’ambito del musical classico, non sfruttando il notevole impianto scenografico ma limitando a registrare le grandi performance degli attori. Che sono le vere frecce all’arco del film. C’è il terzetto maschile, formato da un Colin Firth versione “Bridget Jones”, Pierce Brosnan che gioca con il proprio personaggio, tradizionalmente “ingessato” e tenebroso, e il simpatico Stellen Skarsgård. C’è la tenera protagonista Amanda Seyfried, un misto di dolcezza e vitalismo. E poi, diametralmente opposto a quello maschile, compare il tris di interpreti femminili, ognuna con caratteri differenti: c’è Julie Walters, che interpreta la zitella attempata, e Christine Baranski che passa con facilità da un’avventura sentimentale all’altra. Ed infine c’è lei, che da sola vale il prezzo del biglietto.
Meryl Streep, che aveva già espresso il suo talento nel canto in Radio America di Altman, sfoggia qui una carica incredibile, capace com’è di ballare freneticamente, affrontare con disinvoltura brani di complessa vocalità, risultando sempre credibile, sincera nel suo sforzo. E in questo continuo alternarsi di emozioni, divertimento, Mamma mia! conquista lo spettatore con armi semplici ed efficaci. Ambientato cronologicamente in un momento di naturale passaggio (il 1999), il film ripropone tutto il fulgore del genere musical, la recitazione incantata e passionale, il ritmo e la vitalità. La piacevolezza del racconto non può lasciare indifferenti e ci avvince per due ore di puro divertimento.
(Mamma Mia!) Regia: Phyllida Lloyd; sceneggiatura: Catherine Johnson; montaggio: Lesley Walzer; fotografia: Haris Zambarloukos; scenografia: Maria Djurkovic; costumi: Ann Roth; musiche: Stig Anderson,Benny Andersson,Björn Ulvaeus; interpreti: Meryl Streep (Donna), Pierce Brosnan (Sam Carmichael)Colin Firth (Harry Bright) Stellan Skarsgård (Bill) Julie Walters (Rosie) Amanda Seyfried (Sophie); produzione: Littlestar Production, Playtone; distribuzione: Universal Pictures; orgine: USA, Gran Bretagna, Germania 2008; durata: 108’
