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Manufacturing Dissent - Lo stato delle cose - Tff 2007

Pubblicato il 25 novembre 2007 da Salvatore Salviano Miceli


Manufacturing Dissent - Lo stato delle cose - Tff 2007

Non si può fare quello che ha fatto Michael Moore e non aspettarsi prima o poi il sorgere di consistenti dubbi sulla sua onestà intellettuale e di documentarista e su quella linearità di comportamento che unita ai suoi lavori (di cui, comunque, non si può negarne le qualità specie per prodotti quali Bowling a Columbine o il recente Sicko) lo hanno reso una voce in grado di coinvolgere le masse, emblema di una ostinata lotta contro l’amministrazione Bush che, purtroppo aggiungiamo noi, non ha condotto a nulla.
Debbie Melnyk e Rick Caine ripercorrono la carriera di Moore a partire dalla sua giovanile collaborazione con un giornale indipendente di Flint (sua città natale nel Michigan), sino al lungo tour per il lancio di Fahrenheit 9/11 condotto nelle università di tutto il paese. Il tentativo della coppia di registi è quello di cercare di trovare elementi in grado di delineare realmente la figura di Moore; documentarista ostinato, forse non proprio ortodosso, ma leale, o scorretto manipolatore di fatti?
Melnyk e Caine non lasciano molti dubbi circa la loro idea e l’esito, piuttosto scontato, della loro indagine. Il ritratto che ne viene fuori non è certamente lusinghiero nei confronti di Moore e bisogna riconoscere che davanti il video, e quindi sottoposte al nostro giudizio, vengono condotte testimonianze e ricostruzioni di una certa consistenza e degne di essere quantomeno analizzate. Roger and Me, primo documentario di Moore venduto alla Warner Bros. per tre milioni di dollari, era interamente fondato sulle continue, incessanti e inevase richieste da parte del regista di incontrare Roger Smith, presidente della General Motors, e di condurlo a Flint per mostrargli la devastazione causata dalla chiusura dell’impianto della GM. A differenza di quello che si vede nel film, oggi scopriamo che l’incontro in realtà avvenne ma fu eliminato dallo stesso Moore evidentemente non soddisfatto in chiave cinematografica. L’accusa, insomma, è quella di relegare la realtà in un ruolo marginale, modificandola in base alle esigenze imposte dalla sceneggiatura. Non più documentario quindi, ma docufiction.
Manufacturing Dissent è ben costruito seguendo un ritmo narrativo piuttosto serrato, pur non lesinando qualche lungaggine di troppo e certe derive interpretative abbastanza fastidiose. È un film che insinua dubbi, operazione sempre meritoria, e che mette al centro il concetto di verità, della dialettica realtà-finzione fondante del genere documentaristico.
Si potrebbe paradossalmente definire un lavoro alla Moore, e la cosa lascia alla fine qualche sorriso ma anche qualche ombra.


CAST & CREDITS

(Manufacturing Dissent); Regia: Debbie Melnick, Rick Caine; sceneggiatura: Debbie Melnick, Rick Caine; fotografia: Rick Caine; montaggio: Bill Towgood, Robert Ruzic; interpreti: Michael Moore, Ralph Nader, Tony Bennett, John Kerry; produzione: Persistence of Vision Productions; distribuzione: Bananabana Films Italia; origine: Canada; durata: 74’.


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