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Min lilla syster - Generation

Pubblicato il 11 febbraio 2015 da Fabiana Sargentini

VOTO:

Min lilla syster - Generation

Min lilla syster (prima regia di Sanna Lenken) partecipa alla Berlinale nella sezione Generation e ben rappresenta quel turbamento profondo che è attraversare le insicure acque dell’adolescenza. Stella ha dieci anni, è una paffuta bimba con lentiggini e bei capelli ondulati rossi, ama svisceratamente con adorazione la sorella Katja che volteggia elegantemente sul ghiaccio sotto i suoi occhi e quelli dell’avvenente anglofono insegnante di pattinaggio, Jacob. La pattinatrice è alta, bella e magra (come insiste il titolo). Ha la grazia di una ballerina e la piccola, così diversa, non può che venerarla, non perdendo nemmeno un allenamento e tentando, maldestramente, a sua volta di eguagliarla. Le due ragazze, con qualche anno di differenza di età, giocano insieme, scherzano sul reciproco aspetto fisico (la grande dice alla piccola che le è cresciuto un baffo, che può succedere anche alle donne, e la poverina finisce per farsi la barba con la schiuma e il rasoio del padre, tagliandosi sopra il labbro), si sostengono coprendosi con innocenti bugie bianche. Fino a quando la piccola si ritrova ad affrontare problemi più grandi, per i quali è sprovvista di strumenti. Ma è tale il rapporto con la grande che tenta in ogni modo di reggere la complicità e non tradire la sua fiducia. Il film è sinceramente lineare, senza picchi imprevedibili. Racconta la Svezia, una bella famiglia rovinata da una malattia, la leggerezza del gioco tra bambini, i primi amori. Si ride con loro quando si deve ridere, si soffre quando non se ne può fare a meno. È corretta la collocazione nella sezione per ragazzi, grazie ad un preciso insegnamento su come gestire alcune situazioni difficili, al limite. Inquadrature quasi da documentario naturalistico perché Stella è appassionata di insetti e colleziona orribili scarafaggi con cui gioca con disinvoltura a mani nude. Bei colori, bei paesaggi, dialoghi asciutti e spiritosi, un buon dosaggio di drammaticità e allegria.
Due scene, legate una all’altra, risultano assai spassose: quando in grande emergenza Stella si reca dall’insegnante a cercare la sorella scappata di casa e non si lascia sfuggire l’occasione di baciarlo e quando racconta il medesimo episodio a Katja, una volta ritrovata: "Mi ha rimproverato: «Stella, cosa stai facendo?» beh, così ora sappiamo che non è pedofilo".


CAST & CREDITS

(Min lilla syster); Regia e sceneggiatura: Sanna Lenken; fotografia: Moritz Schultheiß; montaggio: Hanna Lejonqvist; musica: Per Störby Jutbring; interpreti: Noam Asseraf (Andres), Elisabeth Callejas (Läkare), Karin de Frumerie (Lärare), Amy Deasismont (Katja), Amy Diamond (Katja), Bahador Foladi (Cafébiträde), Annika Hallin (Karin), Åsa Janson (Skolsköterska), Rebecka Josephson (Stella), Ellen Lindbom (Iga), Julia Marko-Nord (Sköterska), Maxim Mehmet (Jacob); produzione: Tangy; origine: Svezia,. 2015; durata: 95’


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