Nick e Norah : Tutto accade in una notte

Nell’universo delle commedie romantiche americane esiste un sottogenere, se così si può scrivere, specifico, dove la vicenda si svolge nel lasso di tempo di un’ unica notte. Per fare degli importanti esempi di tal genere di film basti ricordare il losangelino Tutto in una notte di Landis o il viennese Prima dell’alba di Linklater. A questa categoria appartiene il non del tutto riuscito Nick e Norah : Tutto accade in una notte. Naturalmente oltre la forma strutturale dell’unità di tempo, il film non ha nulla a che vedere con le pellicole ora citate, soprattutto per quel che riguarda l’elemento narrativo che sembra via via svanire e svilire, là dove è invece richiesta un’articolazione dell’intreccio e una trama più dinamica e probabilmente più calibrata.
Nick (Michael Cera, Juno e Arrested development) è ancora sofferente per essere stato lasciato da Tris (Alexis Dziena, Tutti pazzi per l’oro). Norah (Kat Dennings, 40 anni vergine e La coniglietta di casa) è una compagna di scuola di Tris con la quale ha un pessimo rapporto. I tre si ritrovano insieme la sera in cui Nick dà un concerto con la sua band e per una serie di circostanze Norah chiede a Nick di essere il suo ragazzo difronte a Tris...
Il film è innanzi tutto un atto d’amore verso New York e verso la musica. Sono questi i due reali elementi focali del film su cui si snoda tutta la vicenda dei protagonisti. Una New York viva e vitale in perenne movimento, le cui luci tratteggiano la sua inconfondibile immagine, fatta di grattacieli, strade, ristoranti. Un’immgine in controtendenza rispetto alle sue recenti rappresentazioni post 11/9. In totale antitesi, per fare un esempio, con l’immagine cupa e ferita che nel 2002 ne aveva dato Spike Lee in La 25ª ora.
Manhattan ci appare, allora, ancora una volta rinnovata e rigenerata nella sua figura, divisa nei suoi riferimenti geografici più ortodossi come l’ Empire State Building, sotto cui si conclude la vicenda, o Port Authority, la stazione del bus ma anche vero centro nevralgico del viaggio made in USA, o l’Hudson river, linea di demarcazione tra New York e il New Jersey, punto di non ritorno tra due culture, quella tentatrice e tentacolare della grande città e quella familiare delle aree suburbane fatte di case a schiera.
Oltre la città l’altro elemento cardinale è appunto la musica (...infinite playlist...), pervasa da sonorità Indie alternate a pezzi di gruppi classici come Rem, una musica che sorregge tutta la pellicola ed accompagna i personaggi nelle loro vicende creando un’atmosfera intima.
Per il resto il film di Peter Sollett risulta troppo morbido e forse poco brillante, sembra non saper andare oltre la semplice rappresentazione della vicenda, che risulta comunque esile e poco divertente, sembra in parole povere un ottimo pacchetto per un mediocre regalo, un’occasione sprecata.
(Nick and Norah’s Infinite Playlist); Regia: Peter Sollett; sceneggiatura: Lorene Scafaria; fotografia: Tom Richmond; montaggio: Myron Kerstein; musica: Mark Mothersbaugh; interpreti: Michael Cera (Nick), Kat Dennings (Norah), Alexis Dziena (Tris), Ari Graynor (Caroline); produzione: Kerry Kohansky, Chris Weitz /Screen Gems e Columbia Pictures; distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA; origine: U.S.A., 2008; durata: 90’
