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Nikoli Nisva Sla V Benetke – Torino Film Festival 2008 - Concorso

Pubblicato il 26 novembre 2008 da Luca Lardieri


Nikoli Nisva Sla V Benetke – Torino Film Festival 2008 - Concorso

La mente umana è imprevedibile. Davanti al dolore è difficile prevedere come essa possa comportarsi e quali strani meccanismi possa instaurare per cercare di lenire la sofferenza. Il pianto, le urla di disperazione, la rabbia, la rassegnazione, la finta indifferenza sono tutte armi che l’uomo utilizza per sfogare in qualche modo la parte più intima del proprio Io sofferente e ritrovare una ragione valida per continuare a vivere. Nikoli Nisva Sla V Benetke è la messa in scena della reazione dei due protagonisti alla perdita del figlio. Il regista, Blaz Kutin, pone la macchina da presa davanti all’evento tragico non mostrandolo mai, lasciando fuori da ogni inquadratura qualunque cosa possa creare un minimo di empatia con lo spettatore e cercando di mettere in risalto la sofferenza che conduce Masha e Grega verso l’ultimo saluto al loro bambino. Bambino che non viene mai nominato o mostrato, ma soltanto accennato da indizi sparsi in quasi tutte le inquadrature alle quali fa da sottofondo un senso di vuoto costante. La m.d.p. perennemente fissa segue con piglio documentaristico ogni gesto, ogni piccola espressione, ogni esitazione dei suoi personaggi, trasformandosi in una sorta di lente di ingrandimento dell’animo umano. La fotografia, estremamente lucida e curata (davvero notevole la qualità dell’HD con il quale è stato girato il film) cerca di non porre alcun artificio tra l’immagine ed il pubblico seguendo minuziosamente i dettami del regista.

Detto ciò, però, va anche sottolineato il fatto che l’idea, nata per essere trasformata in un cortometraggio, dopo alcuni minuti della sua, comunque, breve durata (62’) risulta paradossalmente lunga e noiosa. Una volta scoperto il “trucco” al quale vuole sottoporci il regista, le estenuanti inquadrature di lunghissime gite in macchina, i continui campi vuoti e la presenza di pochissimi dialoghi di rilievo (quasi volesse dirci che la normalità è banalità), il film appare come un brodo allungato all’infinito che finisce per rovinare un’ottima idea e trasformare il tutto in un’operazione presuntuosa e alquanto spocchiosa. In alcuni momenti si sfiora addirittura il ridicolo con scambi di battute involontariamente comiche (vedasi la visita notturna dei due protagonisti ad un ex compagno di scuola di Grega), mentre in altri diventa piuttosto irritante, lasciando un sgradevole sensazione di film artificiosamente d’autore. Davvero un gran peccato!


CAST & CREDITS

(Nikoli Nisva Sla V Benetke); Regia e sceneggiatura: Blaz Kutin; fotografia: Mitja Licen; montaggio: Jurij Moskon; musica: Polona Zanejic; interpreti: Alijonsa Ternovsek (Grega), Iva Krajnc (Masha), Peter Ternovsek (Tone), Tadej Tos (Samo); produzione: VPK; origine: Slovenia, 2008; durata: 62’


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