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No - I giorni dell’arcobaleno

Pubblicato il 9 maggio 2013 da Agostino Devastato


No - I giorni dell'arcobaleno

Il vento del cambiamento ha sempre il sorriso stampato in faccia. Che si tratti di una evoluzione reale o di una regressione ben vestita, un volto sorridente, l’allegria, la simpatia rappresentano da sempre le armi più efficaci per vincere delle elezioni democratiche. Il film di Pablo Larraìn No – I giorni dell’arcobaleno racconta lo storico referendum del 1988 a favore o contro il regime di Augusto Pinochet, imposto dalla comunità internazionale al vecchio generale per legittimare democraticamente la sua permanenza alla guida del Cile, guida ottenuta grazie al violento colpo di stato dell’11 settembre 1973.

"SI" o "NO", all’inizio il popolo cileno si trovava di fronte ad un voto pro o contro Pinochet, pro o contro il potere reazionario, pro o contro la repressione, si trattava di un referendum costruito sulla paura, perfetto quindi per un regime nato e cresciuto nella violenza. Tali premesse non furono però rispettate, a vincere fu il "NO", e ciò avvenne grazie ad un’intelligente campagna di comunicazione pubblicitaria mirata a rovesciare Pinochet, usando le armi dell’ironia e della speranza.

Renè Saavedra, il giovane pubblicitario interpretato da Gael Garcia Bernal, attuò un profondo cambio di prospettiva nella sua campagna elettorale in favore del "NO", un cambio di ottica per cui il “NO” non era più un voto contro Pinochet ma un "SI" alla speranza, un "SI" al futuro, un "SI" all’allegria, un "SI" alla libertà. Il messaggio deterrente, votato alla denuncia, fu trasformato in un messaggio di speranza. Renè fece capire al popolo cileno che votare una negazione in realtà significava affermare una nuova proposizione, iniziando un cammino nuovo, questo perché lo sguardo umano non si ferma a guardare gli scogli in mezzo al mare, ma va direttamente all’orizzonte, pur sapendo che l’orizzonte non esiste.

Terzo capitolo di una straordinaria trilogia sul Cile di Pinochet, No – I giorni dell’arcobaleno è un’opera multiforme, oscilla costantemente tra cinema, documentario e una rassegna di quei 27 spot elettorali ideati da Renè, e in questa impresa c’è tutto il talento del 36enne Pablo Larraìn che utilizza in No scelte linguistiche da fuoriclasse, per raccontare questa storia senza il peso del classico Biopic o del documentario storico accademico. No è stato girato con gli stessi mezzi disponibili negli anni ’80, geniale scelta estetica da parte di Larraìn che ci regala anche immagini di grande poesia, come quando trasforma la violenza degli idranti, usati dalla polizia di regime per disperdere la folla del "NO", in un fugace arcobaleno generato dal magico incontro tra la luce solare e l’acqua della repressione.

Il giovane regista cileno si impadronisce di quello stesso concetto che guidò Renè nel 1988, cambiando la prospettiva, proponendo quindi un’autentica narrazione, un racconto che esprime tutta la reale potenza dei fatti narrati grazie al suo personale linguaggio cinematografico. No - I giorni dell’arcobaleno ci insegna che l’emozione non si trasmette con i fatti, ma con la narrazione, tutto il resto è solo storia...


CAST & CREDITS

(No); Regia: Pablo Larraìn; sceneggiatura: Pedro Peirano; fotografia:Sergio Armstrong; montaggio: Andrea Chignoli, Catalina Marìn Duarte; musica:Carlos Cabezas; interpreti: Gael Garcìa Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco; produzione: Juan De Dios, Daniel Dreifuss; distribuzione: Bolero film; origine: Cile, 2012; durata: 110’; Proposta di voto: 3 stelle su 5


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