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ON THE ROAD WITH JUDAS - INDEPENDENT COMPETITION, DRAMATIC

Pubblicato il 23 gennaio 2007 da Giampiero Francesca


ON THE ROAD WITH JUDAS - INDEPENDENT COMPETITION, DRAMATIC

“I protagonisti di un libro vivono solamente nelle pagine e nella mente del loro autore”.

La mente dell’autore, è questo il big bang dal quale ha inizio “On the road with Judas”. L’autore, il regista, lo scrittore in questione è J.J. Lask la cui immaginazione partorisce realtà parallele popolate dai personaggi dei suoi libri. Il mondo di Lask però non ha confini e le varie visioni si mescolano, confondendosi l’una nell’altra. Il risultato è un’unica amalgama in cui la Realtà, quella che si suppone esser Vera, si perde in una serie di mondi derivanti dal libro; “On the road with Judas”, appunto. Così, in una sorta di surreale talk show, vengono presentati, prima uno ad uno, poi, man mano, confrontandosi l’un l’altro, tutti i personaggi. Davanti all’intervistatore passano Judas, Serra, Francis visti sia come caratteri del libro sia come gli attori di un ipotetico film.
Per rendere tutto questo comprensibile (sforzo spesso vano) Lask fa interpretare le varie parti da più attori, in sostanza ogni attante ha due volti, quello cartaceo e quello filmico. In poche parole, una gran confusione.

Se l’obiettivo di Lask era quello di mostrare quanto complessa, labirintica, dissociata possa essere la mente di un creativo, ha centrato il bersaglio. E’ il suo stesso alter ego cinematografico ad illustrarne il perché, ammettendo: “Io sono un ladro, rubo tutto quello che vedo, le vite degli altri, quello che accade e lo metto per iscritto nei miei libri”. Sarà, ma più che la vita altrui, quello che appare sullo schermo è la descrizione, spesso fortemente narcisistica, del processo creativo dello stesso autore.
Se le prime scene, infatti, colpiscono per la struttura non lineare ma, allo stesso tempo, parte di un plot unico, per la capacità di fondere insieme più stili (ogni linea narrativa possiede una propria cifra stilistica, dal documentarismo alla televisione), per l’originalità di proporre diverse colonne sonore (ad ogni realtà corrisponde una musica fortemente empatica) attaccate, anche forzatamente, una all’altra, con il passare dei minuti si fa sentire l’assenza di una vera linea narrativa. Il tentativo di ricondurre quello che ha tutta l’aria di un flusso di coscienza ad una storia d’amore piuttosto banale appare inutile e forzato.
Nelle elucubrazioni maniacali, fortuna di qualsiasi psicanalista, del Lask autore si perdono le tracce di Judas e compagni. Il film della loro vita salta avanti e indietro nel tempo modificato, di volta in volta, dalle scelte narrative dello stesso autore. Ad ogni cambio di scena J.J. sembra voler dire, "le vostre vite sono solo nella mia mente e ne faccio quello che mi pare".
Una cosa comunque è certa: chiunque veda questo film difficilmente dimenticherà il nome di J.J. Lask.


CAST & CREDITS

Regia: J.J. Lask; sceneggiatura: J.J. Lask; fotografia: Ben Starkman; montaggio: Robert Ryang; interpreti: Aaron Ruell, Kevin Corrigan, Eddie Kaye Thomas, Amanda Loncar, Eleanor Hutchins; produttore: J.J. Lask, Amy Slotnick, Ronan P. Nagle; origine: USA 2006; durata: 100’


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