Pa-Ra-Da

Chiariamolo subito: Pa-ra-da è un film necessario nel suo parlare senza infingimenti di un tema dolente come l’immigrazione. Le tristi cronache di questi giorni generano odio, risentimento; si parla di sicurezza, di soldati per le strade, di impronte digitali. Ma abbiamo fatto davvero di tutto per integrare questi gruppi? Ci siamo posti il problema di conoscere a fondo i motivi di tale disagio? Marco Pontecorvo affronta il tema spinoso dell’integrazione, di chi vive ai margini della società e ci fa paura. E la scelta è ricaduta su una storia emblematica, colma di speranza e utopia. Il clown di strada franco-tunisino Miloud giunge in Romania tre anni dopo la caduta di Ceacescu. Alla stazione di Bucarest l’uomo incappa nei “boskettari”, bambini sbandati che vivono nel puzzo e nella sporcizia dei canali, induriti da tristi esperienze di vita, da una realtà fatta di scontri, pedofilia, piccoli furti. Miloud resta colpito da tanto squallore e si prodiga per la loro emancipazione. La soluzione sta proprio nell’arte circense, che tanto affascina i ragazzi e permette loro di crearsi degli obiettivi di vita. L’utopia del clown è diventata realtà: oggi Parada è un affermato gruppo circense che porta in giro per l’Europa i propri spettacoli. Una storia affascinante che ha trovato ampio risalto sui media, grazie al messaggio di amicizia e solidarietà che emana. Marco Pontecorvo ha lavorato a lungo per trasformarla in un racconto cinematografico, compiendo un significativo lavoro di documentazione, alla ricerca di luoghi e volti credibili. Ha contattato il vero Miloud, sono tornati insieme a Bucarest, sono scesi nei cunicoli dove si nasconde quest’umanità brulicante e reietta.
Pa-ra-da è un film di speranza. Anche nei momenti dove la rappresentazione si fa più cruda, brutale, resta vivo un barlume di umanità. Il recupero non si rivela facile, con le istituzioni e la malavita a ostacolare l’emancipazione dei “boskettari”; il racconto mescola fiaba e dramma, nella lotta continua tra l’innocenza da recuperare e la bestialità da lasciarsi alle spalle. La macchina da presa è frenetica, agile come i ragazzini; segue le corse, le ribalderie, gli incontri-scontri che avvengono nella stazione. Sullo schermo si susseguono centinaia di volti, sguardi perduti. Le musiche di Andrea Guerra creano atmosfere tzigane, clownesche. L’occhio dell’autore è caldo, partecipe, non è semplice testimone; con il suo stile trasforma la storia in un apologo esemplare. Al di là delle associazioni, delle organizzazioni umanitarie, l’ansia del cambiamento deve sempre partire dal singolo individuo. Ed è questo il lavoro intrapreso da Miloud, quello di stimolare la volontà dei ragazzi attraverso il gioco. Generare rispetto verso se stessi. Una strada che il film traccia discretamente, senza intenti didascalici, per superare le paure che ci dividono da chi ci circonda. Senza una reale sete di conoscenza, senza capire i motivi e il contesto di un disagio sociale che è prima di tutto umano e personale, qualsiasi integrazione diventa impossibile.
(Pa-ra-da); Regia: Marco Pontecorvo; soggetto e sceneggiatura: Marco Pontecorvo e Roberto Tiraboschi; fotografia: Enzo Carpineta; montaggio: Alessio Doglione; musica: Andrea Guerra; interpreti: Jalil Lespert, Evita Ciri, Gabriel Rauta, Patrice Juiff, Bruno Abraham Kremer, Robert Valeanu, Liviu Bituc, Florin Precup, Andreea Perminov, Iulian Bucur, Georgiana Anghel, Gabriel Huian, Daniele Formica; produzione: Panorama Films; distribuzione: 01 distribution; origine: Italia, 2008; durata: 100’
