Pesaro 44 - Gibellina - Bande à part

Sicilia, 1968. La terra si scuote e solleva le case, distrugge i sacrifici di migliaia di persone, li rende sbandati senza casa. La natura si accanisce su una regione già attanagliata dalla miseria, che dall’agricoltura riesce a ottenere il necessario sostentamento. In pochi secondi interi paesi come Gibellina, Salaparuta, l’intera valle del Belice viene scossa, le fragili case in tufo quasi risucchiate dal terreno. Non si ha l’immediata percezione del disastro, e lo Stato interviene in colpevole ritardo nei soccorsi e nelle prime operazioni di aiuto. Vengono sistematicamente demoliti in pochi giorni molti edifici di interesse storico, senza approntare il benché minimo piano di recupero; i piani di ricostruzione non tengono conto della volontà della popolazione, costretta per anni nelle baracche; l’emigrazione non viene ostacolata ma sostenuta dallo Stato, con l’organizzazione dei viaggi a prezzi stracciati; vengono utilizzati modelli urbanistici estranei al paesaggio ed alla cultura siciliani, coinvolti molti sconsiderati architetti che trovano nei nuovi insediamenti terreno fertile per dare sfogo alle proprie ricerche; la criminalità mette le mani sui finanziamenti pubblici e sugli appalti.
“Gibellina nuova” insediamento sorto a oltre quindici chilometri dalla vecchia città, è forse l’esempio emblematico di questi fenomeni. Il documentarista Jeorg Burger si trova in Sicilia per incontrare un amico quando casualmente si imbatte proprio in questa città surreale, dove il numero di abitanti è quasi pari a quello delle opere d’arte custodite, dove l’utopia si è fatta realtà per mostrare tutta le sue contraddizioni. Una ricostruzione avventata, piani urbanistici assolutamente fuori luogo; tra piazze splendide e deserte, opere contemporanee che arrugginiscono velocemente, le immagini girate da Burger mostrano una pagina non secondaria nella storia del nostro paese, con investimenti quasi sempre sbagliati, politiche clientelari e inconcludenti a favore del Mezzogiorno. Tra progetti faraonici e dispendiosi, la sete di socializzazione e di vera produttività non è stata tenuta in giusta considerazioni dagli aministratori. Burger non propone facili soluzioni a problemi così complessi: ha lasciato spazio alle parole della gente – anch’esse contraddittorie e improntate alla rassegnazione – ed alle immagini di una Sicilia stupenda nonostante le ferite sanguinanti, con l’ombra delle nuvole che corrono veloci e sembrano gettare un’ombra su un passato doloroso e su prospettive non meno problematiche.
(Gibellina); Regia: Joerg Burger. fotografia: Johannes Hammel; montaggio: Joerg Burger, Michael Palm; musica: Antonio Busacca, Cicco Busacca; produzione: Joerg Burger Filmproduktion; origine: Austria, 2007; durata: 72’
