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Piacere Dave

Pubblicato il 22 agosto 2008 da Simone Isola


Piacere Dave

Un’astronave dalle sembianze umane atterra sulla Liberty Island; all’interno ci sono creature piccolissime, anch’esse di sembianze umane. Tramite una console il capitano della troupe gestisce l’astronave-corpo, cercando di farla interagire al meglio con gli umani. I tentativi non sempre riescono al meglio, generando gag e reazioni incontrollate. Lo scopo della missione è recuperare un prezioso oggetto (capace di risucchiare l’acqua dei mari) caduto accidentalmente nelle mani di Josh, un ragazzino orfano di padre e con i problemi tipici della sua età. Ma tra l’astronave e il ragazzino nasce un rapporto d’amicizia, e la missione abbandona lentamente i suoi propositi.

Eddie Murphy è l’attore comico più fisicamente dotato tra i talenti passati per il Saturday Night Live. La plasticità dei suoi movimenti, la capacità camaleontica di assumere diverse sembianze, di controllare il proprio corpo come una marionetta hanno trovato terreno fertile in molte commedie demenziali di successo, di cui Piacere Dave è una sorta di consapevole aggiornamento. La trovata della navicella umanoide manovrata artificialmente sembra proprio la metafora del ‘Murphy attore’, di un cinema completamente al servizio di un corpo e dei suoi movimenti. La trama e la sceneggiatura non presentano alcuna originalità, sempre al servizio del mattatore, con gag a ripetizione non sempre immuni da volgarità. Come quando l’astronave, ribattezzata con l’improbabile nome di Dave Ming Chang, vince una gara mangiando molti hot dog, con seguente difficile smaltimento; o quando vediamo Dave in bagno, costretto a procurarsi del denaro, mentre produce “corporalmente” le banconote. La prima parte del film è davvero esilarante; nell’interazione con gli umani si sviluppano alcuni sketch riusciti ed efficaci, che nei migliori casi rivelano caratteri del costume moderno non superficiali, incomprensibili a chi come Dave ne è estraneo (come quando il robot viene sottoposto a risonanza magnetica, o quando prova ad indossare goffamente abiti umani...). Il lavoro dell’attore è strabiliante; il suo corpo sembra fatto di gomma, dotato di una plasticità che lo rende imprevedibile. Gli occupanti della nave, dapprima razzisti e sprezzanti nei confronti della Terra, lentamente iniziano ad apprezzare il nostro pianeta, venendo meno ai loro propositi. Questo sviluppo buonista fa lentamente scemare l’interesse per la storia, che abbandona il ritmo iniziale per lanciare una morale vecchia e scontata. Resta alla fine l’impressione di un prodotto troppo “pensato” per il suo target di pubblico, semplicistico nella struttura narrativa e con uno sviluppo molto piatto, privo di sussulti. L’intento moraleggiante, quello di un’umanità buona e ricca di sentimenti, emerge forzatamente, quasi fosse un obbligo da assolvere per piacere a tutti. La speranza è che le qualità di Murphy vengano esaltate da progetti più equilibrati, con storie articolate e ben costruite. Come negli anni Ottanta, quando un’intera generazione scoprì Murphy dividere una poltrona, cercare moglie e rincorrere molti criminali per Beverly Hills.


CAST & CREDITS

(Meet Dave); Regia: Brian Robbins; sceneggiatura: Bill Corbett, Rob Greenberg; montaggio: Ned Bastille; fotografia: J. Clark Mathis; musica: John Debney; interpreti: Eddie Murphy (Dave), Gabrielle Union (Numero 3), Elizabeth Banks (Gina), Ed Helms (Numero 2); produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation, Regency Enterprises, Deep River Productions, Guy Walks into a Bar Productions, Road Rebel; distribuzione: 20th Century Fox; origine: USA, 2008; durata: 90’; webinfo: Sito italiano


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