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Rango

Pubblicato il 11 marzo 2011 da Arianna Pagliara


Rango

Un camaleonte domestico viene improvvisamente catapultato in pieno deserto dal terrario che fino a quel giorno era stato la sua casa. L’automobile dei suoi proprietari ha sbandato, e molti degli oggetti che erano assiepati sul sedile posteriore sono volati bruscamente fuori dal finestrino. Abituato da sempre a parlare solamente con un pesce meccanico, una barbie senza testa e una piccola palma di plastica, per la prima volta Rango si trova letteralmente gettato in un mondo popolato da altri animali antropomorfi come lui, un mondo sconosciuto e nuovo, vasto e sconfinato, ma soprattutto pieno di pericoli. A cominciare dal minaccioso falco che plana sulla distesa di terra brulla e cocente in cerca di cibo, e che Rango dovrà schivare scappando o mimetizzandosi col terreno.
Al suo debutto nell’animazione, Gore Verbinski sceglie una felice ambientazione western e modella il suo buffo protagonista sul fidato Johnny Depp, che nella versione americana del film ovviamente da anche la voce al simpatico camaleonte. Sbruffone ma ingenuo, Rango indossa una camicia hawaiana e sfoggia il verde brillante della sua pelle in una cittadina dormiente dove tutto ha il colore della polvere: è il primo camaleonte al mondo che cerca di farsi notare, e infatti ha qualche mania di protagonismo. Ed è appunto Polvere il nome della città di frontiera che, nominandolo sceriffo, gli darà finalmente l’occasione per mettere alla prova il suo coraggio, ma anche e soprattutto per definire la propria vera, profonda identità.
Di Rango colpiscono le deliziose scenografie e la variopinta, originale galleria di personaggi di contorno che vanno a costituire un campionario dettagliato di tutte le classiche “tipologie umane” che popolano il western, qui rappresentate, però, sotto forma di animali (la tartaruga sindaco, le talpe rapinatrici di banche, il corvo nativo americano, e ancora gufi, topolini, rospi e così via). Molti i riferimenti e le citazioni (John Ford, Clint Eastwood, Sergio Leone) che fanno da cemento all’impianto western del film, che però preferisce lotte e inseguimenti concitati da action movie più che classici duelli tra pistoleri del west. Condito da molta ironia e da qualche momento di romanticismo, il film trova i suoi punti di forza più nell’impianto visivo e stilistico, affascinante e dettagliato, che sul piano narrativo e contenutistico, il quale non presenta inceppi o carenze ma tuttavia neppure sfoggia grandi dosi di originalità. Nel complesso tuttavia il passaggio dalla live action all’animazione per Gore Verbinski risulta senza dubbio più che riuscito, e Rango ha tutte le carte in regola per appassionare i bambini e i ragazzi e divertire gli adulti.


CAST & CREDITS

(Rango) Regia: Gore Verbinski; sceneggiatura: John Logan; montaggio: Craig Wood; musiche: Hans Zimmer; produzione: Blind Wink, GK Films; scneografia: Mark “Crash” McCreery; distribuzione: Universal Pictures; origine: Usa; durata: 107’.


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