Rogue il solitario

Arriva l’estate e, come ogni anno, le produzioni cinematografiche che giungono in questo periodo sui nostri schermi lasciano alquanto a desiderare.
Prodotti di genere privi del minimo appeal, distribuiti sommessamente in poche sale. Non fa eccezione Rogue il solitario, action thriller di arti marziali realizzato dalla Lionsgate con la star di arti marziali Jet Li. Ambientato nel violento mondo della malavita asiatica in America, il film narra le vicende di uno spietato e oscuro assassino, Rogue per l’appunto, e della caccia ai suoi danni perpetrata dall’agente dell’FBI Crawford, pronto a tutto pur di vendicare la morte di un agente suo amico. Questo scontro si inserisce all’interno di una sanguinaria guerra tra bande rivali della Yakuza per il controllo del territorio. Oggetto particolare della discordia sono due statuette dorate raffiguranti dei cavalli, segni del potere e del dominio che le due bande si contendono ferocemente. Rogue ruota attorno a questi due poli con doppi-tripli giochi, mostrandosi maestro della doppiezza, stringendo patti di fedeltà (che poi sistematicamente tradisce) con entrambe le bande. Crawford si getta a capofitto con altri agenti alla ricerca del criminale, ma quando finalmente si trova faccia a faccia con il suo nemico capisce che nulla riguardo a Rogue è ciò che sembra. Le vicende non sono particolarmente originali, anche se la sete di vendetta si spinge in questa storia a limiti di virtuosismo notevoli. Nessuno cerca giustizia ma solo vendetta, il confine tra bene e male non esiste. Le bande e la polizia seguono codici d’onore e di comportamento non dissimili tra loro.
Il regista Philip Atwell viene dai videoclip (50 Cent, Tupac), e si vede; riprese brevi e quasi sempre in movimento, montaggio veloce e calibrato su una colonna sonora onnipresente. Le scene di lotta sono molto spettacolari, con uso abbondante di arti marziali e oggetti di scena usati come armi; non si indugia su particolari violenti, ed anche il sangue sgorga senza eccessivo compiacimento. Il film resta un semplice giocattolo per appassionati, anche per la completa inverosimiglianza delle vicende e delle psicologie dei personaggi; vanno bene i colpi di scena, ma alcuni passaggi rasentano la comicità involontaria tanto sono azzardati e ingiustificati. Non vogliamo svelare i segreti della trama, ma davvero il congegno narrativo si regge su fili esili, e non di rado la storia sembra solo un pretesto per mostrare mirabolanti scene d’azione o inseguimenti stradali mozzafiato. Onore comunque a Jet Li, che alle sue capacità acrobatiche unisce un’impassibilità mimica in perfetta sintonia con l’implacabile sete di vendetta del suo personaggio. Così com’è, Rogue il solitario può interessare solo i fan del genere action acrobatico e pochi altri, mancando di quel giusto mix tra azione e ritmo tale da rendere interessante e credibile la storia. Ci sembra doveroso ricordare come nel nostro paese non sia stato giudicato degno di una distribuzione in sala un film come Redacted di De Palma, neanche in questi caldi giorni di luglio tra mediocri prodotti di fine stagione che nessuno andrà mai a vedere.
(War); Regia: Philip G. Atwell; sceneggiatura: L. Smith, G. Bradley; fotografia: P. Morel; montaggio: S. Richter; musica: B. Tyler; interpreti: Jet Li, John Lone, Jason Statham, Devon Aoki, Luis Guzmán, Saul Rubinek; origine: USA, 2007; distribuzione: 01 Distribution; durata: 103’
