Roma Residence - Italiana DOC - TFF 2007

Nel 2003 RAI 3 manda in onda un lungo documentario sul degrado urbano di un particolare quartiere di Roma, un ex residence popolato da famiglie in attesa per una casa popolare. Anni di degrado, abbandono, disinteresse avevano trasformato quel insediamento in un ricettacolo di delinquenza e violenza. Era il 2003, era Residence Bastoggi. Oggi, Andrea Foschi, Marco Stefano Innocenti, Marco Neri, Pietro Pasquetti, ripercorrono la scia che fu della RAI, realizzando und documentario sul Roma Residence .
Sgombriamo subito il campo però da paragoni impossibili. Il prodotto realizzato nel ’03 da Maurizio Iannelli era, per forma e sostanza, decisamente superiore alla pellicola presentata nella sezione Italiana DOC a Torino. Non ce ne vogliano gli autori ma Roma Residence resta, nel migliore dei casi, una brutta bozza di documentario. Andiamo per gradi.
_Raccontare il disagio di una famiglia in attesa di una casa popolare e bloccata per vent’anni nel limbo di un residence potrebbe essere uno spunto interessante per un’analisi più ampia, per indagare su una società che finge di non sapere, per riflettere su di un sistema che si lava la coscienza ignorando semplicemente questo tipo di problemi. Potrebbe essere il veicolo per promuovere i valori della legalità e del vivere civile. Fosse questo, Roma Residence , saremmo i primi a tesserne le lodi. Ma se invece si mettono sullo stesso livello coloro che posseggono legalmente il diritto di una casa e coloro che, al contrario, vivono nella clandestinità e fuori da ogni legge, il quadro cambia. Non si può difendere, giustamente, i diritti violati di un cittadino e contemporaneamente proteggere e coprire chi vive in perenne flagranza di reato. Diviene finanche difficilmente sopportabile, per chi crede in uno Stato civile regolato da leggi, vedere sullo schermo una sorta di propaganda a favore di chi non le rispetta. Diviene insopportabile far passare l’idea che le leggi sgradite possano essere infrante. Creare una amalgama comune, un impasto indistinguibile fra tutte le realtà che popolano queste aree di degrado non è dunque solamente discutibile dal punto di vista etico ma pone dei seri dubbi sul senso stesso di questo documentario. Raccontare la realtà significa necessariamente prendere una posizione. Quale è quella di Andrea Foschi, Marco Stefano Innocenti, Marco Neri, Pietro Pasquetti? Su cosa vorrebbe far riflettere Roma Residence ? Temiamo fortemente che queste siano domande prive di riposta.
_L’assenza pertanto di una tematica forte, di una vera denuncia fa risaltare anche le pecche formali di questa pellicola. La capacità di un bravo di documentarista è quella di far parlare le immagini. Quadri e personaggi dovrebbero avere in sé la forza di estrinsecare il loro significato profondo. Le immagini di Roma Residence , invece, non sono in grado di farlo tanto che il ricorso alle didascalie, manifestazione palese di quest’impotenza, diviene spesso necessario. La scelta poi di inseguire la pietà e la commiserazione dello spettatore, inquadrando ad esempio neonati e bambini, aggiunge al film una sgradevole retorica subdola. Ben vengano dunque le pellicole di denuncia, di accusa, finanche di contestazione purché queste non prescindano dal possedere una minima qualità formale e il reale desiderio di raccontare qualcosa.
Giampiero Francesca
(Roma Residence); Regia; sceneggiatura; fotografia; montaggio: Andrea Foschi, Marco Stefano Innocenti, Marco Neri, Pietro Pasquetti; suono: Roberto Di Tanna; interpreti: Maddalena Colombrino, Nicola Galloro, Adua Segantin, Beig Aghe Batoul, Maurizio Cifferi, Flaminio Maphia, la comunità baifal e senegalese del Roma Residence, Giuseppina Sardara, Mario Ferchichi, la comunità rom del Roma Residence; produzione: ACT Multimedia; origine: Italia, 2007; durata: 60’
