X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Sal

Pubblicato il 4 settembre 2011 da Luca Lardieri


Sal

Uno degli attori rivelazione degli ultimi anni del cinema USA, candidato all’oscar come miglior attore protagonista per 127 ore e instancabile (ma impacciato) presentatore dell’ultima cerimonia degli Accademy Awards, James Franco, ha seguito le orme di numerosi illustri colleghi (sembra ormai una vera e propria moda) e esordisce come regista con Sal, suo primissimo lungometraggio. Ciò che impressiona e sbalordisce sin da subito è vedere come un giovane attore, reso celebre dal Kolossal di Sam Raimi, Spiderman e dal personaggio di Harry Osborn, decida di esordire alla regia con un piccolo Biopic, costato poco meno di sette milioni di dollari, dal taglio minimalista e sicuramente poco adatto al successo tra il grande pubblico.
Franco infatti porta sullo schermo la sfortunata storia di uno degli attori italoamericani più interessanti della fine degli anni Cinquanta e inizio anni Sessanta, dove al fianco di James Dean (in Gioventù bruciata, interpretazione che gli valse una nomination all’Oscar, e ne Il Gigante) riuscì ad ottenere ampi consensi di critica e pubblico. Dopo la seconda nomination all’Oscar e la vittoria del Golden Globe come miglior attore non protagonista per il sua interpretazione in Exodus, la fama cominciò improvvisamente ad abbandonare Mineo che nel giro di pochi anni venne dimenticato da Hollywood e "costretto" a doversi ritagliare piccole parti a teatro. Dopo il ritorno al successo con uno spettacolo teatrale dal titolo PS: your cat is dead, la notte del 12 febbraio 1976 Sal Minneo, di ritorno da una prova generale, venne misteriosamente pugnalato ed assassinato nel vicolo dietro casa sua.
James Franco decide di portare davanti alla macchina da presa la ricostruzione dell’ultimo giorno di vita dell’attore italoamericano, utilizzando uno stile a metà strada tra il mocumentary e il dramma stile Cassavetes di Faces, dove però, dimostra di non essere in grado di gestire un film con lo stesso talento e la stessa lucidità del maestro di New York. Infatti se da una parte, i primi venti minuti di Sal fanno ben sperare, grazie anche alla notevole interpretazione di Val Lauren, dall’altra creano nello spettatore delle aspettative che ben presto vanno a sgretolarsi e a ricomporsi per dar vita ad uno grosso buco nell’acqua. L’uso del digitale (grande strumento di democrazia che purtroppo, però, ci sta abituando ad altrettante grandi delusioni), lo sgranato eccessivo, i dettagli e i particolari tremolanti ossessivamente e violentemente proposti all’inerme sguardo dello spettatore, la compiaciuta voglia di mostrare un qualcosa di autoriale/sperimentale senza avere l’intelligenza e la conoscenza del mezzo adatte a proporre una cosa del genere e soprattutto il fuorifuoco estenuante proposto come mezzo stilistico presuntuoso e fuoriluogo, contribuiscono a fare di questo piccolo film un pasticcio senza arte nè parte.
Sicuramente vanno premiati il coraggio e la sfrontatezza con cui il trentatreenne attore statunitense si è accostato a questo progetto ma per credere a quella dichiarazione pre-proiezione di mezzanotte in cui Franco ha asserito che Sal è un piccolo e umile film su di un grande e umile attore ci sarà bisogno di ben altro. Avere tra le mani una storia potenzialmente eccellente e sprecarla per vezzi artistici privi di fondamenta, allo stato attuale, costituiscono una colpa gravissima. Banalizzare tutta la parte sull’omosessualità dell’attore prematuramente scomparso e concentrarsi sul suo ultimo giorno di vita in maniera documentaristica, non volendo essere documentaristi finisce per sfinire ed irritare lo spettatore che faticosamente riesce a giungere alla fine dei 104 minuti della durata della pellicola.
Detto ciò vogliamo credere alla buona fede di James Franco e dare alla sua carriera di regista una seconda opportunità, sperando che riesca a trovare una propria chiave stilistica, senza eccessive velleità artistiche e senza l’imporsi di scimmiottare abilità altrui.


CAST & CREDITS

(id.); Regia: James Franco; sceneggiatura: James Franco, Vince Jolivette, Michael Gregg Michaud, Stacey Miller; fotografia: Christina Voros; musiche: Neil Benezra; interpreti: Val Lauren, Jim Parrack, Brian Goodman, James Franco; produzione: RabbitBandini Productions; origine: USA 2011; durata: 104’;


Enregistrer au format PDF