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Sangailè - Panorama

Pubblicato il 9 febbraio 2015 da Fabiana Sargentini

VOTO:

Sangailè - Panorama

Sangailé è il secondo film di Alanté Kavaïté, regista lituana emigrata in Francia. Il titolo da il nome alla protagonista una bella e magrissima fanciulla dal viso serio e i capelli lisci fino alla vita. Passa l’estate con i suoi genitori in una villa di loro proprietà dentro un bosco con laghetto annesso a pochi passi. La seconda azione che vediamo compiere a Sangailé è tagliuzzarsi l’avambraccio con un compasso. Lo fa in maniera pacata, silenziosa, con perizia chirurgica: ovatta e disinfettante alla mano, senza apparente reazione. Ad una manifestazione di velivoli acrobatici viene avvicinata da Auste, una curiosa ragazza anni cinquanta, non solo per via della divisa aereonautica che indossa. Con un piccolo inganno la ragazza le fa vincere la lotteria: primo premio un volo. Ma Sangailé scappa. Questo non le impedisce poi di andare a ricercare la vintage girl nella caffetteria dove le ha detto di lavorare, unirsi a lei e la sua comitiva per una bella gita alla spiaggia, intrattenere uno scontato rapporto sessuale in macchina col coetaneo che l’ha accompagnata a casa. Nel giardino della villa la sua famiglia sta nel bel mezzo di una cena tra amici all’aperto. Una donna che non vedeva Sangailé da quando era bambina le pone alcune domande sulla sua crescita. Lei risponde scortese, non meno di quanto fa con i suoi parenti. L’ultimo scambio di battute chiude la scena: "hai cominciato a pensare a cosa farai dopo il liceo?" e la ragazza a bruciapelo "la prostituta". Il gelo intorno.
L’estate avanza, Sangailé approfondisce l’amicizia con Auste: con lei si lascia andare, si spoglia nuda rivelando le cicatrici, posa con addosso vestiti particolari fatti a mano dall’amica. Questo lento avvicinarsi e scambiarsi diventa intimità fisica, scoperta dei corpi simili, bellezza nel piacere. L’amica si taglia a sua volta davanti a lei in cambio che tre tagli sull’avambraccio con 14 segni bilancino i 17 dell’altro siano gli ultimi. La natura avviluppa le ragazze con la sua forza e la sua potenziale violenza: Sangailé soffre di vertigine, forse ha subito un trauma, osa ed è attratta dall’altitudine ma al tempo stesso ne è troppo soggiogata e soffre le pene dell’inferno: si arrampica sui rami più alti degli alberi, sulle impalcature, addirittura sulle costruzioni di acciaio di una centrale elettrica. Il suo problema è evidentemente la solitudine: nessuno si è mai preso cura di lei. Sugge dall’amore omosessuale il nettare della vita, riesce ad uscire dal labirinto delle sue paure ma, come in tutte le faccende catartiche, c’è sempre qualche vittima nel passaggio.
(Fotografia patinata fino all’eccesso dell’estetismo)


CAST & CREDITS

(Sangailé); Regia e sceneggiatura: Alanté Kavaïté; fotografia: Dominique Colin; montaggio: Joëlle Hache; musica: JB Dunckel; interpreti: Julija Steponaitytė, Aistė Diržiūtė, Jūratė Sodytė, Martynas Budraitis; produzione: Les Films d’Antoine, Fralita Films, Viking Film; origine: France, Lithuania, Netherlands, 2015; durata: 88’


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