Scorie in libertà

La forza dell’ultimo lavoro di Pannone, il documentario Scorie in libertà, è quella di raccontare una storia locale che si allunga fino ad abbracciare l’intero paese. Da quel punto d’Italia filmato dal regista, ancora una volta Latina, borgo (quasi) natìo e sempre caro all’autore, che tanto fertile conflitto interiore continua a procuragli, si possono cogliere le contraddizioni che stringono la nostra Penisola, e più in generale la nostra cultura in cerca di comodità, benessere fisico totale. Attraverso il delicatissimo tema del nucleare, Pannone parla di quel moderno, collettivo, naturale e insieme pericoloso bisogno di una svolta facile, di un miglioramento meraviglioso e rapido, di un progresso accecante che può oscurare i prezzi agli occhi dei deboli, le infinite e dolorose rate da pagare. E che ai furbi e ai potenti può lanciare l’assist della speculazione. Una speranza e insieme un miracoloso miraggio, poco obbedienti alle regole della natura, che poi producono per tutti le "scorie" del titolo, appunto, materiali e morali, nascoste sotto terra, sott’acqua, nei palazzetti del potere, nella testa della gente. Questione enorme e complessa, per carità, storica e politica, ecologista, ma chiara e circoscritta, quella che Pannone affronta mettendoci volto e voce narrante in prima persona, con passione prima e pacata amarezza alla lunga, cavandosela piuttosto bene e documentando lo spettatore, prima di tutto, come uno che fa bene il suo mestiere. Omaggiando, senza troppa dolcezza, ancora una volta la sua terra pontina. Ricostruendo parallelamente, con un’opera molto interessante, il rapporto tra L’Italia e la tanto discussa e rivoluzionaria forma d’energia. Arrivando ad affrontare pure una questione internazionale, con l’ipotesi che nel dopoguerra le grandi potenze europee si posero a guardia dell’Italia, a controllare che non diventasse una potenza a livello di energia. Operazione curiosa, Scorie in libertà, ramificata, su tre livelli, ma preziosa e fluida, che cammina leggera e decisa grazie alla precisione di uno dei migliori documentaristi che vanta oggi il nostro cinema di non fiction. Tutto inizia nel 1963, con un’Italia a ballare sul boom economico, e con la giovane città fondata dal Fascimo che vede spuntarsi addosso una centrale nucleare su progetto inglese. Allora la più grande d’Europa. Gianfranco é un ragazzo che con gli amici filma il mostro dietro casa. In Super8, in cerca e in ascolto di un’anima antinuclearista della città. Una banda di ragazzini con la macchina da presa racconta Latina prima di salutare e andare via per altre avventure. Se non che Chernobyl, nell’86, e il referendum dell’anno successivo, con Pannone che torna a interrogarsi con i vecchi compagni su quell’argomento già sentito come forte e poi sospeso, mentre in paese è spuntato un altro reattore sperimentale, un altro moloch sopra la pianura bonificata, "redenta": il Cirene, per altro mai messo in moto. Oggi, dopo la scommessa berlusconiana del 2010, dopo le esplosioni di Fukushima, e dopo il referendum del 2011, il regista riapre il suo baule di documenti e ricordi e riprende la sua antica riflessione che diventa un bel viaggio nella Storia. Lo fa incontrando persone, parlando con uomini che a Latina vivono ancora, un ambientalista, un imprenditore, un fisico, un giovane biologo, un pittore, uno zio ex operaio che coltiva oggi la sua terra con amore, un fratello politico locale. Da loro arrivano dubbi inquietanti, certezze amare, considerazioni diverse e contraddizioni. Pannone ascolta, interviene, domanda, partecipa e fa partecipare chi guarda ad un dibattito ancora aperto e delicato. Avvolto da spettri angoscianti, da sospetti a da paure che pochi hanno voglia di affrontare di petto.
Regia e sceneggiatura: Gianfranco Pannone; soggetto: Marco Fiumara; montaggio: Tommaso Valente, fotografia: Tarek Ben Abdall; musica: Daniele Sepe; interpreti nel ruolo di se stessi: Roberto Lessio (Agricoltore ed Esponente Ambientalista Locale), Giovanni (Nanni) Martellozzi (Gestore di uno Stabilimento Balneare), Cesare Di Nunno (Fisico e Insegnante), Armando Macani (Biologo), Antonio Taormina (Artista), Luca Pannozzo (Medico e Direttore Registro Tumori Asl di Latina), Francesco (Ciccio) Pannone (Operaio in Pensione e Agricoltore), Giuseppe Pannone (Avvocato ed Esponente Politico Locale), Claudio Mercuri (Abitante di Borgo Sabotino), Gabriella Pessone (Abitante di Borgo Sabotino), Augusto Muraro (Abitante di Borgo Sabotino); origine: Italia, 2012; produzione: Effetto Notte; in collaborazione con Blue Film, First Life distribuzione: Kimerafilm
