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Sidney Poitier: un outsider a Hollywood - Torino Film Festival 2008 - Lo stato delle cose

Pubblicato il 25 novembre 2008 da Giampiero Francesca


Sidney Poitier: un outsider a Hollywood - Torino Film Festival 2008 - Lo stato delle cose

L’elezione a presidente degli Stati Uniti di Barak Obama ha riacceso il dibattito sulla condizione degli afroamericani negli Sates. Non bisogna infatti dimenticare che, fino a pochi giorni prima del fatidico 4 novembre, l’elemento razziale era ancora considerato un fattore di potenziale svantaggio per il partito democratico. Un reportage pubblicato dal quotidiano “La Repubblica” proprio nei giorni antecedenti le elezioni evidenziava infatti come, seppur celato dietro reticenti e vigliacchi silenzi, anche in stati considerati più distanti dal problema, l’essere nigger costituiva un malus. Così, per fortuna, non è stato. Se però, oggi, il problema, in alcuni casi, resta fortunatamente solo un falso allarme è grazie all’evoluzione che la società ha compiuto negli ultimi decenni. Un progresso faticoso, costato molte vite, che molto deve a simboli e personaggi della recente storia americana, dal movimento delle Pantere Nere a uomini carismatici come Martin Luther King e Malcom X. Il film di Catherine Arnaud, Sidney Poitier – un outsider a Hollywood, ripercorre la vita di un attore che, volente o nolente, rappresentò un simbolo in questa lotta per i diritti. Un documentario che, analizzando il percorso cinematografico e il ruolo stesso degli afroamericani in questa arte, esamina, in fondo, l’evoluzione della società americana dell’ultimo mezzo secolo.

Nel 1963 Sidney Poitier è il primo attore di colore premiato col’Oscar (bisognerà aspettare il 2002 e l’interpretazione di Denzel Washington in Training day per vedere il secondo), ma la sua piccola rivoluzione era cominciata molti anni prima. Nella storia del cinema, infatti, il ruolo ritagliatosi dagli attori afroamericani era stato, di decennio in decennio, sempre quello di figure comprimarie, macchiette o caratteri, spesso impegnati nel ruolo di camerieri e servi. E’ lo stesso attore, nell’atto di ricevere il premio Oscar alla carriera nel 2002, a sottolineare: “Sono arrivato ad Hollywood all’età di 22 anni, in un’epoca molto diversa da oggi. Un tempo in cui le probabilità che io potessi essere qui, stasera, cinquantatre anni dopo, non sarebbero state a mio favore”. Così come è lo stesso attore ad evidenziare come: “nulla si sarebbe messo in moto se non vi fosse stato un numero inestimabile di scelte coraggiose ed altruistiche intraprese da un manipolo di creatori visionari americani: registi, scrittori e produttori, ciascuno con un forte senso di responsabilità civile verso l’epoca in cui viveva”. L’intento di Catherine Arnaud è infatti quello di dimostrare coma la carriera, la personalità, l’importanza di Sideny Poitier siano indissolubilmente legate al periodo storico a lui contemporaneo. Un’evoluzione fatta di piccoli passi, sempre ben bilanciati, per un pubblico la cui coscienza cresceva pian piano. Non si sarebbe altrimenti potuti arrivare a pellicole come Indovina chi viene a cena (1967), realizzato nonostante le preoccupazioni della produzione. Un processo faticoso che ha spinto lo stesso Poitier, dopo anni di film realizzati anche per emanciapre la figura dell’afroamericano, verso nuovi orizzonti cinematografici, alla ricerca di un cinema nuovo, che interpretasse il moderno spirito dei neri d’America.

La rivendicazione di diritti fondamentali è passata dunque anche attraverso le immagini del cinema, fatte di simboli e personaggi emblematici. La pellicola di Catherine Arnaud, però, costruita su di un impiato molto classico di reperti audio e frammenti video, non rende empatico il racconto. Mantenendosi su di uno status di resoconto storico questo Sidney Poitier – un outsider a Hollywood scivola via senza emozionare e senza far riflettere abbastanza sull’importante tema trattato.

Giampiero Francesca


CAST & CREDITS

(Sidney Poitier, un outsider a Hollywood); Regia: Catherine Arnaud; fotografia: Paco Wiser, John Behrens;montaggio: Dominique Pâris; interpreti: Harry Belafonte, Donald Bogle, Pearl Bowser, Kathleen Cleaver, Angela Davis, Danny Glover; produzione: ARTE France, Les Films d’Ici; origine: Francia, 2008; durata: 70’


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