X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Skyline

Pubblicato il 18 gennaio 2011 da Arianna Pagliara


Skyline

Ancora un film apocalittico, ancora un’invasione aliena, ancora la fine del mondo, stavolta ad opera di viscidi, enormi mostri muniti di tentacoli nerastri, degni della fantasia di H.R. Giger. Le luci azzurre che questi esseri emanano ipnotizzano le persone, che come in trance si immobilizzano per lasciarsi prendere dagli spaventosi tentacoli e finire poi nelle disgustose fauci dei mostri. Quelli che, dopo aver fissato la luce azzurra, hanno ancora la forza di sopravvivere alla sua misteriosa malia restano segnati nel corpo da orrende cicatrici.
I protagonisti del film sono Jarrod ed Elanie, una giovane coppia che raggiunge Los Angeles per andare a trovare Terry, un amico di Jarrod che vive in un lussuosissimo appartamento ipertecnologizzato in ogni minimo particolare. Ma la loro vacanza perfetta, al risveglio, sarà guastata dai feroci, giganteschi mostri luminescenti che calpestano, distruggono e invadono l’intera città. Che fare? E’ meglio restare nascosti in casa senza accendere luci né fare rumore, oppure uscire allo scoperto e tentare la via della fuga? Come da copione, Elaine, in quanto donna (e per di più incinta), è prudente e vorrebbe restare nascosta, mentre il suo compagno Jarrod, da vero uomo coraggioso, vuole affrontare il pericolo a viso aperto.

Al di là della buona riuscita degli effetti speciali, ci si chiede quali siano le necessità, a oggi, di aggiungere a una lista già più che corposa l’ennesimo film catastrofico-fantascientifico dalla sceneggiatura scialba e prevedibile, in cui personaggi totalmente privi di originalità pronunciano battute piuttosto scontate. Skyline non è un film malfatto, perché dopotutto, per i suoi novantaquattro minuti di durata, riesce anche a catturare la curiosità dello spettatore. Ma è una curiosità, questa, pari a quella che può suscitare un gioco, un divertissement fine a sé stesso, autoreferenziale e privo di contenuti.
La minaccia di distruzione del nostro pianeta a causa di forze imperscrutabili e inconoscibili è ormai un classico della fantascienza disimpegnata. Le forze che minacciano l’equilibrio del nostro pianeta invece sono più che note, e sono molte, ma parlare di inquinamento o di spreco delle risorse energetiche (solo per fare degli esempi) equivarrebbe a parlare di politica, e la politica di questi tempi è fuori moda. Preferiamo temere la discesa di mostri luminosi dal cielo, contro i quali non possiamo far nulla, per cui possiamo considerarci liberi da ogni responsabilità. E neppure sono figure, questi mostri, in cui si condensano quelle paure cui non si riesce a dare nome, perché non si hanno gli strumenti per farlo. Sono invece semplicemente il segno della nostra volontà di disimpegno. Quando un genere smette di essere una struttura, una “forma” pronta a veicolare dei contenuti secondo un certo linguaggio, certi schemi e certe regole, ecco comparire film come Skyline che, anche qualora siano privi di particolari carenze, difetti o squilibri, in fondo non hanno sapore né sostanza.


CAST & CREDITS

(Skyline); Regia: Colin Strause, Greg Strause; sceneggiatura: Joshua Cordes, Liam O’Donnell; fotografia: Michael Watson; montaggio: Nicholas Wayman-Harris; musica: Matthew Margeson; interpreti: Eric Balfour (Jarrod), Scottie Thompson (Elaine), Brittany Daniel (Candice), Crystal Reed (Denise); produttori: Colin Strause, Greg Strause, Liam O’Donnell, Kristian James Andersen; distribuzione: Eagle Pictures; origine: Usa; durata: 94’.


Enregistrer au format PDF