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Smokin’ Aces

Pubblicato il 19 luglio 2007 da Nicola Lazzerotti


Smokin' Aces

Buddy ‘Aces’ Israel è uno dei più acclamati showman di Las Vegas, mago eccezionale e talentuoso illusionista, ma Buddy "Aces" Israel è anche un principe della mala passato rapidamente dagli spettacoli di magia a svuotare casseforti. Messo alle strette dall’F.B.I., accetta un accordo per cui dovrà testimoniare contro il boss mafioso Primo Sparazza, che, venuto a conoscenza della cosa, mette sulla testa del traditore una taglia di un milione di dollari e la pretesa che gli venga portato il suo cuore.
Subito si mettono in azione i più spietati killers del mondo: neo nazisti, donne tanto seducenti quanto letali, assassini in grado di assumere qualsiasi identità, cacciatori di taglie e le forze di polizia. Tutti con l’intento di uccidere, catturare, proteggere Buddy ‘Aces’ Israel.
Il film si articola in due parti: nella prima si narra l’antefatto, che poi scandisce la storia ed i suoi accadimenti, si ritraggono tutti i personaggi e per ognuno una didascalia spiega allo spettatore il suo nome, il soprannome, mentre le immagini che seguono mostrano le imprese criminali che la loro nomea si porta dietro. Il tutto procede in maniera lenta e noiosa, senza dare nulla sia dal punto emozionale che dello humour (magari un po’ grottesco) che in film di questo tipo sarebbe almeno lecito attendersi.
Di contrappunto, la seconda parte è difatti una sequela di sparatorie, ammazzamenti, uccisioni, sbudellamenti e quant’altro. Con un’inaspettata esplosione di violenza che si espleta con l’assassinio di quello che apparentemente sembrava il protagonista, e Joe Carnahan non è Hitchcock.
La carneficina perpetrata non produce alcuna emozione adrenalinica a dimostrazione - qualora ce ne fosse ancora bisogno - che fare film è altra cosa. Anche gli elementi positivi come il montaggio su ponti audio nella parte iniziale o l’uccisione del cecchino, per quanto buone, risultano insufficienti alla realizzazione di un prodotto almeno dignitoso.
Per quanto riguarda il corso narrativo del film, esso è stranamente molto simile a Domino di Tony Scott, e lo script non pare nemmeno troppo originale, le battute mai veramente enfatiche e cariche di quel pathos che potrebbe salvare il tutto e dare quel tono giusto al film. Inoltre, il colpo di scena finale è intuibile praticamente a metà film, lasciando lo spettatore indifferente per il restante.
L’irritante citazionismo cinefilo della pellicola di Carnahan, buono per mostrare la conoscenza della storia del cinema, tira in ballo autori come Leone e per l’appunto Hitchcock, personalità il cui spessore appare, soprattutto in questa opera, lontano anni luce da quello del giovane regista di Sacramento. Sembra tutto solo una facile strizzatina d’occhio, anche per lo spettatore meno attento, che certo non da quell’aura e quella statura che sembrerebbe voler emergere negli intenti dell’autore.
Il mastodontico cast, per quanto formato da attori eccezionali come Andy Garcia o Ray Liotta, sembra fuori ruolo e la resa poco attendibile. Bravissimi risultano invece attori con ruoli secondari come Jason Bateman e l’esordiente Alicia Keys, che regalano con la loro interpretazione personaggi memorabili.
Possiamo pertanto ritenere Smokin’ Aces un grande intento inespresso. La prova fallita di creare un’opera tarantiniana, che proprio per l’assenza di quella necessaria personalità e di quel fondamentale stile registico, rimane solo un’opera sterile senza particolari elementi degni di nota.


CAST & CREDITS

(Id) Regia: Joe Carnahan; sceneggiatura: Joe Carnahan; fotografia: Mauro Fiore; montaggio: Robert Frazen; musica: Clint Mansell; costumi: Mary Zophres; interpreti: Ben Affleck (Jack Dupree), Andy Garcia (Stanley Locke), Alicia Keys (Georgia Sykes), Ray Lotta (Agente Donald Carruthers), Jeremy Piven (Buddy ‘Aces’ Israel), Ryan Reynolds (Agente Richard Messner), Peter Berg (‘Pistol’ Pete Deeks), Jason Bateman (Rupert ‘Rip’ Reed); produzione: Working Title; distribuzione: Universal; origine: Gran Bretagna, Francia, USA; durata: 108 ‘; web info: sito ufficiale.


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