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Spring Breakers

Pubblicato il 7 marzo 2013 da Giampiero Francesca
VOTO:


Spring Breakers

Come definireste un prodotto scritto, pensato e prodotto per le giovani masse amanti di Disney Channel & Co? Proviamo a buttare giù una breve lista: pudico, edulcorato, morigerato, pulito, politicamente corretto, moralista, finanche puritano. Ecco, prendere questo elenco e ribaltatelo: avrete davanti a voi Spring Breakers di Harmony Korine.

L’operazione del regista di Gummo non è, in fondo, poi tanto diversa da questo capovolgimento. Le quattro ragazze del suo film, Selena Gomez, Vanessa Hudgens, Ashely Benson e Rachele Korine, provengono infatti proprio dai palinsesti per teenager delle televisioni americane. Strappate dal loro mondo di cuoricini ed orsacchiotti, le quattro idol Made in Usa, vengono catapultate in un’altra delle più amate e desiderate abitudini dei giovani americani: lo Spring break. Se Disney Channel e il suo modello under 15 è però la versione puritana dell’American Dream, la pausa di primavera, luogo di perdizione per universitari, è la faccia più spregiudicata, indecente, licenziosa e sfrenata dell’America. Un contesto perfetto per mettere in scena il delirio psichedelico di Harmony Korine. Sesso, droga, alcool e violenza si mescolano in una sfrenata danza pop, in cui Britney Spears fa da colonna sonora a efferate rapine e i criminali vestono striminziti bikini colorati. Come il prodotto di una mente allucinata, come il frutto di un trip da acido, Spring Breakers porta all’estremo una realtà di per sé esasperata montando senza sosta, su musica House e rap underground, un’ora e mezza di immagini (anche ripetute allo stremo), sequenze e colori. Pur mostrandosi abilissimo dietro la macchina da presa, come nello splendido piano sequenza che descrive la prima rapina delle giovani, Harmony Korine sceglie di stravolgere e destrutturare la sua pellicola, dissolvendo quasi il racconto in una miriade di frammenti squilibrati ed alienanti.

Si potrebbe cogliere in questo così evidente ribaltamento dei ruoli delle protagoniste, in questa enfatizzata rappresentazione della realtà, la volontà di criticare uno stile di vita ormai prossimo alla totale dissolutezza. Si potrebbe leggere, fra le note di questa disarmonica e dissonante melodia, un attacco ai modelli di una società priva di reali punti di riferimento, di coordinate, che si tratti dell’America più bigotta e reazionaria o di quella sfrenata e dissoluta. Che il giovane pubblico di Spring Brakears riesca però a cogliere queste sfumature è tutto da dimostrare. Sarà in grado di andare oltre all’impatto immediato delle immagini o resterà semplicemente attratto dagli splendidi fisici messi in mostra e dalle feste di dissoluto divertimento?


CAST & CREDITS

(Spring breakers ); Regia e sceneggiatura : Harmony Korine; fotografia: Benoîte Debie; montaggio: Douglas Crise;  musiche: Cliff Martinez,  Skrillex;  interpreti: Vanessa Hudgens, Ashkey Benson, Selena Gomez, James Franco, Rachele Korine ;  produzione: Muse productions, Radar Pictures,  O’Salvation, Division film, Iconoclast; origine: Usa, 2012;  durata: 92’


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