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Studio illegale

Pubblicato il 10 febbraio 2013 da Edoardo Zaccagnini
VOTO:


Studio illegale

Bocciata senza troppi dubbi l’opera seconda di Umberto Carteni. Se con Diverso da chi? c’era tanta carne al fuoco, forse troppa, ma almeno si poteva rosicchiare e parlare di registrazione del presente, qui di ciccia ce n’è davvero poca. Se quella era una commedia punto e basta, può darsi leggerina, può darsi poco corrosiva, ma con i suoi guizzi e una certa intelligenza, qui si appiccicano uno addosso all’altro tanti pezzi di un già visto molte volte, anche molto tempo fa, e non costruiscono nulla di autentico e di coinvolgente, né di utile o di particolarmente interessante. E di racconto dell’attualità, dunque, in questa vetrina di stereotipi scaduti, nulla o quasi. Costruito male il personaggio del protagonista: come un portiere di calcio che non sa se uscire o rimanere in mezzo ai pali, Fabio Volo, che comunque odora sempre di se stesso, e che non è aiutato qui dai personaggi di contorno (e nemmeno da una storia di sostanza), non è né un cinico avvocato senza scrupoli, né un coraggioso contestatore che rompe veramente col sistema. E non è personaggio in grado di relazionarci sul naufragio esistenziale di certi giovani avvocati sottoposti a pressioni e stress psicologici incredibili, il che sarebbe stato apprezzabile ed avrebbe costituito il valore del film. Roba che il Pasotti di Volevo solo dormirle addosso, se vogliamo analizzare le due pellicole come opere sul tema del lavoro nell’Italia di oggi, era un coraggioso rivoluzionario, e il regista del suo film in confronto era Ken Loach. La crisetta dell’ultimo Volo è invece trattenuta, superficiale, insufficientemente sviluppata. Si confonde con un mal d’amore da favola, e forse, stringi stringi, a stendere davvero il belloccio e dolciastro protagonista, sono le bizze della bell’avvocatessa francese, per altro bellissima, e non i dubbi su quel mondo di squali. Troppo acceso il panorama, troppo ricercate le location, troppo accattivante la musica e troppo fiacca la vicenda. Attento a troppi aspetti il film, commedia? Storia d’amore, dramma esistenziale ai tempi della crisi? Film amaro o film da botteghino, con happy end finale macchiato leggermente? Sono belli quei lavori dove si ride e si piange, oppure dove si rimane fermi e zitti, con un dolore dentro che ci mette un po’ ad andare via. Qui non avviene nulla di tutto questo. Tutto scorre come un’altalena monotona, ed è un attimo a rimanere fregati dalla bellezza di Zoé Félix, lama sorridente che infila senza pietà il suo stupendo viso dentro la fragilità del film, ed ogni volta che la vedi ti distrai da tutto il resto. Sarà colpa sua se il film non ci è piaciuto? Un’ultima cosa, che qualcuno liberi Marina Rocco dal personaggio della svampita. Magari si scopre che sa fare anche altro.


CAST & CREDITS

Regia: Umberto Carteni; sceneggiatura: Federico Baccomo, Francesco Bruni, Umberto Carteni, Alfredo Covelli; fotografia: Vladan Radovic; montaggio: Cristiano Travaglioli; interpreti: Fabio Volo, Zoé Félix, Ennio Fantastichini, Nicola Nocella, Marina Rocco, Pino Micol; produzione: Peppe Caschetto per Ibc Movie, Publispei, Madelein; distribuzione: Warner Bros pictures Italia


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