Sunshine

2057 il Sole sta morendo, otto uomini a bordo dell’astronave Icarus 2 gli viaggiano incontro con l’intento di far esplodere al suo interno una bomba che sia in grado di ’riaccendere’ la nostra stella. Arrivati nei pressi di Mercurio l’equipaggio capta un segnale di soccorso dalla Icarus 1 partita 7 anni prima con la medesima missione e sparita misteriosamente…
Cardine della rappresentazione di Sunshine è la stessa messa in scena, che è visionaria e magniloquente. E’ come se l’intera pellicola fosse un’unica suggestione visiva in cui le mille sfumature di giallo e rosso create dalla stella invadono lo schermo stordendo, quasi, lo spettatore. Non è un caso che il nome del protagonista (Cillian Murphy) sia Robert Capa come il grandissimo fotografo ungherese. I riferimenti, i punti di partenza sono inoltre, per stessa ammissione di Boyle, il 2001 di Kubrick., il Solaris di Tarkovskij , e L’Alien di Scott: film importanti, rivisitati, però, secondo quella suggestione visivo-emotiva che è caratteristica preminente e cardinale di tutte le precedenti pellicole dell’autore, quasi un marchio di fabbrica.
La stupefacente resa cromatica che domina Sunshine è dovuta, comunque, alla splendida fotografia di Alwin Küchler che sceglie di alternare colori freddi con esplosioni di luce per enfatizzare non poco il carattere emotivo del film.
L’alternanza di elementi contrapposti è il motivo conduttore che sostiene quasi tutta l’opera: il Sole, lo spazio, la luce, le tenebre, il rumore e il silenzio. Se ne deduce che questo è un film che si processa per antitesi, per contrappunti visivo-sonori netti, assoluti e senza soluzione di continuità. Non esiste, infatti, la percezione della sfumatura nello spazio, ma solo punti estremi. Esempio esplicativo è il cono d’ombra creato dallo scudo termico dell’astronave, unico spazio vitale per gli uomini dell’equipaggio, isola di vita in un mare di luce mortale, la stessa luce che rappresenta il principio primo di vita sulla Terra.
Ma questo è solo una parte, una prospettiva di Sunshine. Notevole è, infatti, anche il carattere emotivo della narrazione sotteso da una tensione e da un ritmo incessanti, che non offrono mai allo spettatore tregua, ma lo conducono, con adrenalinica frenesia, fino ai titoli di coda montati sulle immagini più suggestive della pellicola appena conclusa.
Diversi sono gli elementi e gli escamotage utilizzati per costruire tale tensione. Tra tutti non si può non citare il clima claustrofobico che domina il film con gli spazi vitali sempre più ridotti sino al limite estremo delle tute spaziali che diventano spazi necessari, ma anche prigioni per i corpi.
Ma non solo! Anche l’utilizzo attento del montaggio reca con sé elementi inconsueti come la decisione di mostrare micro-inserti visivi che, anche se appena percettibili, si stampano nella coscienza dello spettatore creando una notevole emozione.
_A suggellare tutto questo la presenza di un’incalzante colonna sonora (splendide le musiche degli Underworld) e di effetti speciali validissimi assolutamente funzionali e mai strabordanti o fini a se stessi.
Notevole è l’interpretazione di tutti gli attori che ci sembrano sempre credibili e capaci di rendere attendibile e veritiero lo scorrere degli eventi.
In definitiva possiamo asserire con forza che l’ultimo lavoro di Danny Boyle è un opera decisamente efficace e potente, che ha come unico difetto, forse, una sceneggiatura a tratti scontata, ma che non riesce, comunque, ad intaccare il fascino visionario della pellicola.
Erano da diversi anni, infatti, che non si vedeva una fantascienza di tale fattura e di tale carattere.
(Sunshine) Regia:Danny Boyle; sceneggiatura:Alex Garland; fotografia: Alwin Küchler; montaggio: Chris Gill; musica: John Murphy e Underworld; scenografia: Mark Tildesley; costumi: Suttirat Anne Larlarb; interpreti: Rose Byrne (Cassie), Cliff Curtis (Searle), Chris Evans (Mace), Troy Garity (Harvey), Cillian Marphy (Capa), Hiroyuki Sanada (Kaneda), Mark Strong (Pinbacker), Benedict Wong (Trey); effetti visivi: Tom Wood; produzione: Andrew Macdonald per DNA FILMS; distribuzione: FOX SEARCHLIGHT PICTURES ; origine: U.K.; durata: 108 min.; web info: sito ufficiale.
