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Super 8

Pubblicato il 10 settembre 2011 da Luca Lardieri
VOTO:


Super 8

Super 8 si apre con poche, rapidissime immagini che sin da subito catturano l’attenzione dello spettatore e lo conducono all’interno di una storia misteriosa e allo stesso tempo familiare. La musica, le inquadrature, l’atmosfera, riportano la mente (o forse sarebbe meglio chiamare in causa il cuore) di chi si trova davanti allo schermo, ad un periodo non troppo lontano in cui bambini/ragazzi, avventura, alieni e mistero costituivano l’ossatura di quasi ogni buon film d’avventura, fantasy o fantascienza. Basti pensare a Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T., I Goonies, Gremlins, Piramide di paura, Ritorno al futuro, Explorers, Stand by Me, La storia infinita e tanti altri ancora per inquadrare con precisione tutti i riferimenti che hanno ispirato questa nuova avventura cinematografica del papà di Lost. Riferimenti che, non a caso, nella quasi totalità hanno visto protagonista nel ruolo di regista o produttore il “Peter Pan” di Cincinnati, Steven Spielberg, ed è proprio nello Stato che gli ha dato i natali che il nostro film prende vita.
Corre l’anno 1979 e ci troviamo in una tipica cittadina dell’Ohio dove apprendiamo sin dalla primissima inquadratura che, a causa di un incidente, qualcuno è venuto a mancare. Non è dato subito sapere chi è morto, ma grazie ad una serie di indizi sparsi sapientemente da Abrams, riusciamo a tracciare una quadro abbastanza preciso di ciò che è successo e dare dunque il via ad una storia che appassiona, commuove e diverte. Nei primi minuti del film vengono pronunciate pochissime parole eppure l’attenzione dello spettatore è totale. J. J. Abrams dimostra di saper raccontare le storie e di essere stato un grandissimo appassionato/spettatore del genere ancor prima che un autore, produttore e regista. L’unico che per talento e immaginazione, può essere eletto come naturale erede di Steven Spielberg che non a caso non solo decide di produrlo ma di lasciarsi omaggiare in maniera colta e intelligente su più livelli:

- Il cinema nel cinema che diventa punto di contatto tra mondi e realtà diverse.
- Famiglie da cartolina che si contrappongono ad altre disgregate in cui è presente un solo genitore. Nei film di Spielberg è sempre stata la figura paterna a mancare, mentre in Super 8 sia Joe che Alice (i due giovani protagonisti del film), per diversi motivi, non hanno più una madre.
- Gli alieni pacifici e pacifisti che vengono seviziati, maltrattati e visti come una minaccia dagli esseri umani.
- Un Extraterrestre disperso che cerca un modo per poter tornare a casa.
- I bambini, come gli unici esseri in grado di vedere tutto da una prospettiva diversa, meno corrotta e disillusa, e i soli a poter costituire la speranza di cambiare il mondo.
- I temi musicali composti da Michael Giacchino che omaggiano a più riprese le colonne sonore di John Williams.

Per non parlare dei continui omaggi e riferimenti al cinema di fantascienza anni Cinquanta e Settanta (elettrodomestici che vengono rubati, cani che scompaiono, la corrente elettrica che va e che viene, campi magnetici ecc.) e le ormai inconfondibili tracce stilistiche dello stesso Abrams (misteri, complotti, video di esperimenti scientifici stile Lost, strani flussi di energia ecc.)

Tanto ancora ci sarebbe da dire su questo bellissimo film, sulla sua storia, sui suoi riferimenti cinematografici, ma ciò sarebbe impossibile senza continuare a svelare trama e dettagli che danneggerebbero l’intelligentissima scelta di Abrams di concedere allo spettatore un trailer con poche, spettacolari immagini (la scena in cui i bambini impegnati a realizzare un film sugli zombie, assistono loro malgrado ad un terribile incidente ferroviario) che invogliano a vedere il film senza spargere inutili indizi. C’è solo da dire che, chi ha avuto la fortuna di crescere con i film sopraccitati troverà in Super 8 quelle stesse atmosfere piene di magia che da anni erano venute a mancare sul grande schermo. Un film per sognare e per ricordarci che il cinema è capace di cose immense.


CAST & CREDITS

(id.); Sceneggiatura e regia: J.J. Abrams; fotografia: Larry Fong; montaggio: Maryann Brandon, Mary Jo Markey; musiche: Michael Giacchino; interpreti: Joel Courtney, Kyle Chandler, Elle Fanning, Riley Griffiths, Ryan Lee; produzione: Amblin Entertainment, Bad Robot; distribuzione: Paramount Pictures; origine: USA 2011; durata: 113’;


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