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The giver - il mondo di Jonas

Pubblicato il 11 settembre 2014 da Fabiana Sargentini
VOTO:


The giver - il mondo di Jonas

"The giver", romanzo scritto nel 1993 da Lois Lowry, è un cult della letteratura per ragazzi americana, oltre 11 milioni di copie vendute nel mondo, tradotto in 30 lingue, ed è un grande libro (edito in Italia da Giunti editore). Le aspettative sono dunque alte. Produce il protagonista stesso, Jeff Bridges, che ha aderito al progetto di una trasposizione cinematografica da anni.

Il film è ambientato in una futura società perfetta, asettica, tranquilla: senza più guerre, differenze sociali e sofferenze. Aboliti i dolori, i colori, le stagioni, gli impulsi sessuali, cosa resta? La pellicola comincia su un bianco e nero nitido, una voce fuori campo racconta la Comunità che vediamo: casette basse tutte uguali, giardinetto intorno, una geometria perfetta, senza spigoli, senza eccezioni, tutto è come ciò che gli sta accanto, nulla è diverso, tutto si somiglia in maniera perfetta, come stare costantemente davanti ad uno specchio. Tre ragazzi camminano e scherzano, senza esagerare, senza eccessi, moderatamente. Sorridono, si divertono, non esultano, rasentano sempre la medietà. Tra loro però c’è trepidazione (relativa, giusto quella consentita): l’indomani è il giorno in cui verranno loro assegnate le professioni che svolgeranno per il resto della vita all’interno della Comunità, l’adolescenza è terminata, è ora di prendere posto nella società comune. Durante "la Cerimonia dei Dodici" qualcuno sarà scelto come Custode delle Memorie dell’Umanità. Questo qualcuno è Jonas, uno dei tre amici, ragazzo coraggioso, brillante, dagli occhi chiari. Il passaggio di Memorie avviene tramite contatto con l’attuale Ricevitore dei Ricordi, conosciuto come il Donatore (interpretato da Jeff Bridges), il quale, a conoscenza della sofferenza ma anche della gioia del mondo com’era precedentemente, piano piano, concepisce con Jonas la consapevolezza della necessità di tornare ad avere dei ricordi, delle emozioni, delle esperienze individuali. Questa intenzione porterà al totale sovvertimento delle regole e ad un rovesciamento della società vigente.

Da premesse potenzialmente interessanti il film si dipana su sentieri prevedibili e scontati, senza stupire mai. La trasmissione del passato è visivamente costruita in maniera banale: la neve (con relativo slittino salvifico, sotto sotto citando Rosebud di Citizen Kane - Quarto potere, regia di Orson Welles nel lontano 1941), la barca a vela al tramonto per un’esperienza satura di colori, la guerra, l’uccisione di un elefante, il nemico a cui si è obbligati a sparare per non morire a propria volta. Seminate nell’arco dell’ora e mezzo di durata un paio di sequenze di montaggio di immagini che dovrebbero ispirare sentimenti: folle, matrimoni, nascite, il cittadino singolo contro il carro armato a Tienanmen, la caduta del muro di Berlino, folle di fedeli musulmani, soggettive di salti nel vuoto, sport estremi, risate, giostre, molti bambini, fiumi, mari, pesci, animali esotici, lacrime, parti, neonati, il viso di Nelson Mandela; un Koyaanisqatsi senza pathos, raggelato in patinatura pubblicitaria. Tutto è esplicito, nulla è lasciato all’immaginazione, le didascalie sono declamate dalla voce off del Donatore. Vi era necessità di riaffermare che diversi è meglio che uguali?

Citiamo una scena (per tutte): Jonas bacia l’amica Fiona. Lei gli chiede: e questo che cos’è?. Lui, invece di rispondere, afferma: E c’è molto altro. E, purtroppo, non è nemmeno un’allusione sessuale.


CAST & CREDITS

(The giver - il mondo di Jonas); Regia Phillip Noyce; sceneggiatura: Michael Mitnick, Robert B.Weide, dal libro di Lois Lowry; fotografia: Ross Emery; montaggio: Barry Alexander Brown; musica: Marco Beltrami; interpreti: Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Jeff Bridges, Katie Holmes, Brenton Thwaites, Taylor Swift; produzione: Nikki Silver, Jeff Bridges, Neil Koenigsberg; distribuzione: Leone Film Group; origine: Usa, 2014; durata: 94’;


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