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The last song

Pubblicato il 1 maggio 2010 da Arianna Pagliara


The last song

La giovanissima Miley Cyrus, famosa protagonista del disneyano Hanna Montana, interpreta nel film di Julie Anne Robinson un’adolescente ribelle che, da New York, arriva sulle spiagge della Georgia per trascorrere l’estate insieme al padre. Sebbene preferisca di gran lunga restare nella sua città, Ronnie si vede costretta ad accontentare i propri genitori, a cui però non riesce a perdonare la separazione. Da quando suo padre si è allontanato dalla famiglia per trasferirsi in Georgia, la ragazza infatti ha smesso di suonare il piano, mettendo da parte quel grande talento che aveva ereditato proprio dal papà. Scontrosa e introversa, Ronnie all’inizio farà di tutto per mettere a dura prova la pazienza del genitore, turbando così anche il fratellino Jonah. Ma presto l’incontro con un bel ragazzo del luogo, Will, saprà in qualche modo addolcirla, e pian piano anche la volontà e la necessità di un riavvicinamento col padre si faranno strada dentro di lei.
La piccola star di Hanna Montana si cala nei panni di Ronnie enfatizzando a dismisura i suoi eccessi, i suoi capricci e i suoi sbalzi di umore, con risultati non molto convincenti; nel ruolo del padre Steve, invece, Greg Kinnear dà vita a un personaggio credibile, interpretato con sobrietà e qualche giusto tocco di ironia. L’attore, che nel divertente Qualcosa è cambiato recitava a fianco di Jack Nicholson, regge in pratica quasi da solo – e senza esserne il protagonista - il peso di un film piuttosto inconsistente in cui qua e là fanno capolino stereotipi e luoghi comuni filtrati attraverso dialoghi, spesso appesantiti da banalità che li rendono veramente esili e scialbi. The last song, tratto da un libro di Nicholas Sparks, si rivela abbastanza prevedibile anche nello sviluppo narrativo, proponendo una storia che se permette di mettere in scena questo riavvicinamento tra padre e figlia, tuttavia non sorprende mai lo spettatore.
Le note positive, in questo film, vanno riscontrate più che altro nei paesaggi e nelle ambientazioni, che effettivamente offrono scorci scenograficamente validi: la bellissima casa in legno sulla spiaggia in cui vive Steve Miller, e la villa del giovane Will, col meraviglioso viale alberato su cui si sofferma la macchina da presa, dando finalmente un po’ di respiro a quegli spettatori che si fossero stancati di rimirare il bel visetto della stellina Miley Cyrus.
Quello di Julie Anne Robinson infatti è un film da consigliare più che altro ai giovani appassionati di Hanna Montana, a un pubblico adolescente cioè che non chieda a The last song di stupire o di essere innovativo, ma piuttosto di diventare un nuovo palcoscenico per l’energia e per i sorrisi di Miley Cyrus. Al di là però della presenza della piccola diva, che può farsi senza dubbio motivo di richiamo e solida garanzia di successo, viene però da pensare che anche un prodotto destinato a un pubblico adolescente potrebbe essere fatto di una sostanza più consistente e significativa, e lasciare più spazio alla creatività e meno a certi clichè che inevitabilmente appiattiscono il film nella sua interezza.


CAST & CREDITS

(The last song); Regia: Julie Anne Robinson; sceneggiatura: Nicholas Sparks, Jeff Van Vie; fotografia: John Lindley; montaggio: Nancy Richardson; musica: Aron Zigman; interpreti: Miley Cyrus (Ronnie), Greg Kinnear (Steve), Kelly Preston (Kim), Liam Hemsworth (Will); produzione: Offspring Entertainment; distribuzione: Walt Disney; origine: Usa; durata: 107’.


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