Torino 32 - The Mend - Festa Mobile

The Mend è l’opera prima di John Magary, regista esordiente i cui cortometraggi sono stati proiettati nelle passate edizioni del Torino Film Festival ed è stato inserito dalla rivista «Filmmaker Magazine» tra i venticinque nuovi registi indipendenti da tenere d’occhio. La pellicola narra le vicende di una coppia di fratelli diversi: uno scavezzacollo, ubriacone, gran dongiovanni, spiantato e fascinoso, Mat (interpretato da Josh Lucas), l’altro, Alan, bravo ragazzo, innamorato pazzo di Farrah, con cui convive e a cui vuole chiedere di sposarlo in viaggio in Quebec. Si parte con una bella festa in casa della coppia: belle danzatrici vestite di veli, alcol e droghe leggere disponibili, risate e allusioni. Mat si presenta senza essere stato invitato, si fa notare, mette le mani addosso a donne sempre consenzienti con un tipo così. Farrah dimostra insofferenza per il compagno, esplicitamente. Ad un tratto arriva Earl, settantenne amico di famiglia, con fidanzata coreana Mai, a raccontare episodi di tempi d’oro passati a fare sesso a tre in giro, a drogarsi, a dividere momenti di vita eccessivi e deplorevoli. Lo spettatore è presente tra i festanti, si ubriaca con loro, ride delle battute più brutte, si addormenta sul divano sfinito senza accorgersi chi ha accanto. I due padroni di casa, sfatti, si svegliano in un pantano un’ora e mezzo prima del loro volo. Saltano sul taxi e partono. Chi si risveglia nello sgabuzzino? Il fratello ingrato, senza casa e senza una lira. Approfitterà della casa, del cibo avanzato nella dispensa (qualche scatola di tonno), della corrente elettrica (fino a quando non salterà) per caricare il suo laptop. Si farà raggiungere dalla bella alta e bionda fidanzata con il di lei figliolo che, alla fine, chiamerà suo padre per farsi venire a prendere (a salvare da tanto disordine?). Dopo qualche giorno Alan torna solo dal viaggio, solo e sconsolato. Nel suo letto i due amanti desnudi, sul divano il ragazzino. Troverà rifugio temporaneo per terra nello sgabuzzino. Nella casa esplosiva di persone, odori, cocci di bottiglie e bicchieri rotti dalla malagrazia (e mala cura) di Mat, succederà di tutto e di più. Dialoghi ironici, rivelazioni sessuali allusive tra Alan e Andrea, la donna del fratello ("ha un cazzo enorme, da chi l’ha preso?", Alan in imbarazzo: "nostro padre l’aveva come il suo, quello di mia madre era di dimensioni immensamente inferiori, il mio somiglia, in piccolo, ed è scuro in punta"; Andrea a quel punto spaesata, si giustifica: "mi sa che sono più ubriaca di quello che credevo") punteggiano il film mischiando registri leggeri, drammatici, comici. Tra risate, confessioni ataviche,risse e incidenti domestici si consumerà un viaggio di formazione per piccoli e adulti. La pellicola è stata prodotta con un budget minimo per il cinema americano, quasi interamente girata in casa del regista, con grandi difficoltà produttive. Tutto questo non si vede nei risultati: una commedia amara che trascina in più momenti la sala in risate sado-patetiche. Cast, anche dei ruoli collaterali, notevole. Si pensa a Cassavetes, ad un overlapping Altmaniano, a epoche libere di free cinema anni Settanta. Un’avventura riuscita.
(The mend); Regia: John Magary; sceneggiatura: John Magary; fotografia: Chris Teague; montaggio: Joseph Krings; musica: Michi Wiancko, Judd Greenstein; interpreti: Josh Lucas, Stephen Plunkett, Lucy Owen, Mickey Sumner, Austin Pendleton, Cory Nichols, Sekou Laidlow, Louisa Krause, Leo Fitzpatrick, Sarah Steele; produzione: Moxie Pictures; origine: USA, 2014; durata: 111’
