The Other Side of Sleep - Cannes 2011 - Quinzaine des Réalisateurs

La storia del cinema insegna che certi film sono stati molto penalizzati o addirittura rovinati dall’ “eccesso di zelo” di una produzione che – forte dell’intramontabile credo per cui bisogna sempre rendere l’opera digeribile per il grande pubblico – taglia e riassembla senza ritegno. Certo, non siamo più nell’epoca della dittatura delle Major, ma The Other Side of Sleep di Rebecca Daly sembra testimoniare l’irriducibile tendenza dei produttori ad accorciare e tagliare per rendere il film più commerciale e presentabile a delle ipotetiche masse.
Si può fare questa ipotesi perché The Other Side of Sleep è talmente incomprensibile che sarebbe impensabile che fosse stato concepito così nelle intenzioni iniziali della sua autrice.
La storia verte su una situazione memore del Twin Peaks di David Lynch: una novella Laura Palmer viene assassinata brutalmente, gettando lo sgomento in una cittadina della provincia irlandese.
Protagonista è la giovane orfana Arlene, affetta da una forma estrema di sonnambulismo per cui si risveglia ricoperta di ferite e lividi che non ricorda come si è procurata. La trama sembrerebbe indicare (ma è impossibile esserne certi) che Arlene è ossessionata dall’omicidio in quanto teme di aver potuto essere lei – in una crisi di sonnambulismo – a uccidere la ragazza, che però neanche conosceva.
Lynch è evocato anche dalla dimensione onirica – da incubo – di cui il film cerca di ammantarsi assumendo come protagonista una ragazza che vive perennemente sul confine tra sonno e veglia.
Il problema risiede però, come si diceva, nell’imperscrutabilità di una trama che apre una miriade di strade parallele senza giustificarne o spiegarne neanche una. Anche la mamma della protagonista è stata uccisa, gli assassini non sono mai stati trovati: si insiste molto su questo punto senza che venga mai chiarito il perché. Arlene e la sorella della ragazza assassinata diventano amiche senza che si capisca come; un giovane indisciplinato intesse un quadrilatero amoroso con tutte le ragazze del film, senza che la sua posizione nella storia venga mai chiarita, e così via.
L’insensatezza della trama è poi peggiorata dalla mono-espressione sofferente della protagonista, da dialoghi deliranti e dal compiacimento onanista nello stilizzare all’estremo le sequenze pseudo oniriche, che irritano lo spettatore già fiaccato da una miriade di quesiti irrisolti.
Peccato, perché sulla carta la storia poteva essere spunto per un thriller angosciante veramente degno di tale nome, che si disfa invece in una ricerca affannosa del virtuosismo fine a se stesso.
Chi troppo vuole nulla stringe: è cosa ben risputa nella saggezza popolare, ma che sembra essere del tutto ignota per certi giovani talenti incompresi.
(The Other Side of Sleep) Regia:Rebecca Daly ; sceneggiatura: Rebecca Daly, Glenn Montgomery ; fotografia: Suzie Lavelle ; montaggio: Halina Daugird ; musica: Marc Lizier, Miche Schopping; interpreti: Antonia Campbell-Hughes (Arlene), ZZsuzsa Varga (Gina), Aaron Monaghan (Bill); produzione: Fastnet Films, Rinkel Film: ; origine: Paesi Bassi, Ungaria, Irlanda; durata: 91’.
