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The Tracey Fragments - Fuori concorso - Tff 2007

Pubblicato il 28 novembre 2007 da Giampiero Francesca


The Tracey Fragments - Fuori concorso - Tff 2007

Esperimento o provocazione? Colpo di genio o scialbo espediente commerciale? Sono queste le domande che The Tracey Fragments, di Bruce McDonald, esperto regista televisivo canadese, pone prepotentemente.

Fragments, frammenti, pezzi di un puzzle, tasselli di un mosaico. E’ da questo gioco di parole (e di immagini), che Bruce McDonald tare l’ispirazione per la sua pellicola. La vita di Tracey, quindicenne alla ricerca del fratello scomparso, viene smontata e ricomposta, sbriciolata in migliaia di pezzetti, brandelli di inquadrature e restituita in sprazzi di luce nello schermo nero. Il regista però non si limita a scomporre visivamente il racconto ma manipola, attraverso l’uso continuo di flashback e falshforward, lo stesso continuum temporale della narrazione. Una storia così sostanzialmente lineare, a tratti banale, rigida e ferrea come i manuali di Syd field, finisce in frantumi, restituita in piccole e smembrate dosi allo spettatore.
Ed è proprio nel contrasto fra una storia tanto semplice, dalle svolte narrative studiate a tavolino, con un linguaggio visivo altrettanto complesso che si esplicitano i quesiti più interessanti. Sembra infatti, a voler pensar male, che la scelta del regista canadese sia dettata più da una pallida manovra commerciale che dal desiderio di sperimentare nuove soluzioni estetiche e artistiche. Un film dunque estremamente furbo che strizza l’occhio alla televisione e ai videoclip ben conscio del target al quale si indirizza. Una fascia di mercato costituita per lo più da adolescenti il cui immaginario è cresciuto e si è formato sui programmi di Mtv. Immaginario che, guarda caso, si fonda proprio sulla ridondanza visiva, sul montaggio frenetico, sulla stimolazione continua e forzata dei sensi. In questo, The Tracey Fragments, è esemplare. Se invece si ricerca nel lavoro di McDonald il tentativo di allargare una riflessioni sulle potenzialità del racconto filmico, sul superamento delle barriere, temporali e fisiche, cinema si attribuisce alla sua opera un valore che non ha. Questo ragionamento non intacca comunque l’indubbia qualità d’insieme della pellicola, manifestata da una fotografia spesso estremamente curata e da una recitazione (quell’Ellen Page già magistrale in Juno) straordinaria, ma certamente pone dei pesanti dubbi sulla validità artistica della pellicola. _


Giampiero Francesca


CAST & CREDITS

(The Tracey fragments); Regia:Bruce McDonald; Sceneggiatura: Maureen Medved, tratto dal romanzo omonimo di Maureen Medved; fotografia:Steve Cosens; montaggio: Jeremy Munce, Gareth C. Scales; musica: Broken Social Scene; interpreti: Ellen Page (Tracey Berkowitz), Max McCabe-Lokos (Lance), Ari Cohen (Mr Berkowitz), Erin McMurty (Mrs Berkowitz), Slim Twig (Billy Zero), Zie Souwand (Sonny Berkowitz), Julian Richings (Dr Heker); produzione: Tracey Fragment Inc.,Alcina Pictures, Shadow Shows Inc., Buffalo Gals Pictures origine: Canada 2007; durata: 80’


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