Tiger Award Winner RFF 2008 - Flower in the Pocket

Spesso le opere prime di autori orientali raccontano storie semplici. Senza perdersi in narcisismi stilistici, che solitamente contraddistinguono il talento ancora acerbo, propongono un racconto lineare, mai troppo cerebrale. E raramente sbagliano, scadendo in una rappresentazione banale.
Non fa eccezione Liew Seng Tat, giovane cineasta malese al suo primo lungometraggio, con Flower in the Pocket. Sullo schermo una piccola famiglia di origini umili senza madre. Il padre crea manichini per i negozi, passa quasi tutto il suo tempo nella bottega e rifugge qualsiasi nuova avventura sentimentale. I figli, entrambi piccoli, sono inseparabili.
Costruiscono un proprio universo che quotidianamente li porta a giocare sulla sponda di un fiumiciattolo, a crearsi avventure sempre nuove per trascorrere le giornate. Insieme si preparano da mangiare, vanno a letto e si vestono per andare a scuola. Un giorno trovano un cucciolo appena nato, lo chiamano “Happy” e lo portano a casa. Sarà un altro compagno di giochi che ben presto, però, li abbandonerà.
Non c’è altro. Ma è tale l’onestà e la naturale poeticità del racconto che di nulla si sente la mancanza. Il ritmo, infatti, è ottimo. La prima parte è molto leggera. Diverte perché i due piccoli protagonisti sono personaggi senza volerlo essere a tutti i costi. La seconda, forse, è un pochino troppo didascalica, pur esplicitando una evoluzione della storia necessaria, ma accompagna verso un epilogo tanto insolito quanto soddisfacente, che strappa un sorriso a chi osserva.
Il pregio del film risiede in questa sua capacità di galleggiare su di una melodia malinconica che mai sprofonda o si innalza verso picchi estremi. Non c’è compatimento e non si raggiunge mai la tristezza, così come lontana è qualsiasi tentazione di euforia sia della messa in scena che della narrazione vera e propria. È un piccolo ritratto che unisce il mondo infantile a quello adulto, senza creare troppe aspettative, ma di buonissima qualità.
Ottimo esempio di una new wave malese in cui giovani registi cooperano per realizzare piccoli film in digitale a bassissimo budget, scambiandosi i ruoli tra loro.
(Flower in the pocket) Regia: Liew Seng Tat; sceneggiatura: Liew Seng Tat; fotografia: Albert Hue See Leong; montaggio: Liew Seng Tat; interpreti: Lim Ming Wei, Wong Zi Jiang, James Lee, Amira Nashua Binti Shahiran, Mislina Mustaffa; produzione: Da Huang Pictures; distribuzione: Da Huang Pictures; origine: Malesia 2007; durata: 97’;
