Tiger Award Winner RFF 2008 - Wonderful Town

Abbraccia molte suggestioni il bel film di Aditya Assarat. Wonderful Town racconta di un piccolo paesino della costa meridionale della Thailandia colpito tre anni fa dallo tsunami. Qui, in un paesaggio povero e devastato, catturato con estrema eleganza da una notevole fotografia, arriva Ton, giovane architetto di Bangkok, chiamato a seguire i lavori di un nuovo albergo in costruzione sulla spiaggia. Ton sceglie una pensione modesta e deserta dove alloggiare, gestita da Na, unica presenza all’interno dell’hotel insieme ad un vecchio custode. La ragazza è esitante, timida e delicata nei gesti e nei lineamenti. Tra i due, lentamente, nasce prima una amicizia quasi adolescenziale che si evolverà in un rapporto più profondo.
Il primo - e quello che raccoglie poi, tutti gli altri - protagonista del film è il piccolo villaggio. Assarat lo racconta senza concedere troppi particolari alla sua macchina da presa, eppure nell’eleganza delle riprese, nel rispetto che si avverte dietro ogni inquadratura, riusciamo a percepire più che bene la triste geografia del luogo, sconvolta da un qualcosa di cui ancora sono assolutamente ravvisabili le tracce e le conseguenze.
Poi ci sono Ton e Na, solitudini diverse ma destinate, almeno per un attimo, ad incontrarsi, entrambi in fuga da qualcosa di cui scorgiamo solo indizi leggeri ed inconsistenti prima che ci vengano svelati. Il miglior pregio della pellicola è l’estrema delicatezza con cui il regista si accosta a qualsiasi oggetto entri nel suo campo. Il tempo della narrazione sembra sospendersi più di una volta a favore di uno sguardo più riflessivo ed intimo.
Un’eccessiva lentezza, comunque figlia di un cinema quale è quello orientale, è forse l’unico appunto che si può muovere alla prima parte del film.
Parafrasando il titolo dell’opera, il “meraviglioso" nascosto nella cittadina è in realtà una sintesi di forze opposte che condurrà verso un epilogo inaspettato il quale, però, contribuisce a rafforzare il valore del film.
Quello che pare avviarsi ad essere un racconto di un amore non atteso che improvvisamente prende piede, si rivela, al contrario, qualcosa di più complesso, un sentimento colorato di diverse sfumature e da cui avranno luogo conseguenze difficilmente intuibili.
Assarat non forza nulla, non cerca di ostentare cerebralismi linguistici, lascia che con naturalezza la storia prenda per mano la narrazione. Eppure non perdiamo nulla del suo stile, ci si accorge della presenza di un’idea forte dietro ogni singola inquadratura. Un’idea che coinvolge natura ed uomo, come l’inizio e la fine di Wonderful Town pare vogliano suggerirci.
(Wonderful Town) Regia: Aditya Assarat; sceneggiatura: Aditya Assarat; fotografia: Umpornpol Yugala; montaggio: Lee Chatametikool; musica: Zai Kuning, Koichi Shimizu; interpreti: Anchalee Saisoontorn, Supphasit Kansen, Dul Yaambunying; produzione: Soros Sukhum, Jetnipith Teerakulchanyut; origine: Thailandia 2007; durata: 92’.
