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Torino 32 - Mercuriales - Concorso

Pubblicato il 28 novembre 2014 da Fabiana Sargentini

VOTO:

Torino 32 - Mercuriales - Concorso

Il film francese Mercuriales è stato sviluppato grazie al TorinoFilmLab ed ora è in concorso al Torino Film Festival. Presentato in prima mondiale all’ACID di Cannes 2014, è la prima opera di finzione del documentarista Virgil Vernier. Il titolo rimanda alle torri del complesso Les Mercuriales di Bagnolet, a Seine-Saint-Denis, nella periferia parigina, costruite sulle rovine della seconda guerra mondiale, che incarnano il trionfo del capitalismo, l’influenza degli Stati Uniti sulla Francia negli anni Settanta. Il regista sceglie di intrecciare in questo astratto luogo metropolitano tra paesaggi lunari, edilizia popolare e svincoli autostradali, le vicende di tre ventenni: una sorvegliante di colore e due hostess, una francese e l’altra moldava. Le ragazze sono solidali tra loro, si scambiano favori reciprocamente, condividono povertà, miserie, stati d’animo. Vivono giornate estive svogliate, notti brave, lap dance in un locale di dubbio gusto, pomeriggi a giocare con la figlia di nove anni della ragazza di colore. Sorridono poco, hanno visioni dolorose della vita, notti costellate di incubi. Si alternano, in una miscela convincente, immagini amatoriali di truci riti folcloristici ai limiti del Ku Klux Klan, cronaca nera, la leggerezza del gioco tra bambini delle elementari, un bagno nella vasca con tanto di nudo femminile senza nessuna malizia. Con altrettanta fluidità si mescolano gli stili di regia: dal documentario all’uso della voce fuori campo, all’inserimento di fotografie violente tratte dalla cronaca stampata, momenti musicali. Le stesse protagoniste sono estraniate dai personaggi e compiono monologhi con sguardo in macchina pronunciando definizioni astratte sugli elementi primari - aria terra acqua fuoco - che corrispondono ai nomi dell’esposizione delle torri a nord sud est ovest. "Mercurio è il pianeta più veloce e più lento. La gravità è minima, ci si sente leggeri" ci racconta la voce fuori campo. Le torri del Mercuriales rimandano, come sotto testo, alle torri gemelle, ad una precarietà dell’anima che si rispecchia nel fuori: una instabilità inquieta paesaggistica che corrisponde ad una profonda insicurezza interiore. L’umanità fragile delle protagoniste, i dialoghi realistici lasciano immaginare una libertà di improvvisazione lasciata agli attori su situazione (evidente nelle scene in cui i bambini sono protagonisti, ma anche quelle in cui appaiono come comprimari). Un’aurea di sotterraneo presagio di catastrofe sussurra tra i fotogrammi, quasi in maniera inconscia, caricando il meccanismo di un’angoscia a molla, gettata verso l’esplosione. Alla fine una ruspa incombente come un mostro preistorico alla Jurassic Park mangerà vorace un palazzo da demolire. Drammatiche immagini di devastazione che dichiarano la vulnerabilità della civilizzazione urbana e, forse, una disumanizzazione della vita civile.


CAST & CREDITS

(Mercuriales); Regia: Virgil Vernier; sceneggiatura: Mariette Desert, Virgil Vernier; fotografia: Jordane Chouzenoux; montaggio: Raphaëlle Martin-Holger; interpreti: Ana Neborac, Philippine Stindel, Jad Solesme, Annabelle Lengronne, Sadio Niakate; produzione: Kazan Productions, ARTE France Cinema; origine: Francia, 2014; durata:108’


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