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Torino 32 - Yeti - Onde

Pubblicato il 30 novembre 2014 da Fabiana Sargentini

VOTO:

Torino 32 - Yeti - Onde

Yeti è un piccolo film indiano nato come progetto per l’Istituto di cinema e televisione di Pune, in India. Il regista si è ritrovato a lavorare con un gruppo di studenti attori dopo un anno di corso e a riflettere sul mezzo cinema. La pellicola è composta in maggioranza da scene girate in piano sequenza, spesso in una inquadratura unica fissa, larga, quasi teatrale che comprende le azioni tutte nel perimetro del quadro. Si vede un’India diversa da come siamo soliti vederla, senza folle rumorose, senza colori sgargianti, senza musica hollywoodiana. Storie minime di attori, di aiuto registi, di solitudine. La povertà è evidentemente dietro l’immagine, al confine, presente nell’assenza come se respirasse sul collo dei personaggi, Si accende lo schermo con un largo paesaggio desertico che lentamente si mette a fuoco. Non succede niente. L’immagine non varia: è immobile, nemmeno un passaggio di un corvo né un’ombra sul sole forte. Poi da sinistra entra in campo un uomo con maglietta bianca, sta lì da solo in mezzo al nulla. A sorpresa da destra entra in campo una vettura che l’uomo ferma con gesti agitati di necessità. Il guidatore scende dalla macchina e viene picchiato violentemente dall’altro. Esterrefatto lo spettatore viene sorpreso dalla comparsa da sinistra di una troupe cinematografica che ha filmato tutta la scena. Non era vero niente, era tutto un inganno, ma non è così anche la vita? Trattasi dunque di un continuo passaggio di film nel film, piani sequenza statici che compongono intere scene, dialoghi allusivi meta-cinematografici, salti temporali. Visivamente racconta un’India raccolta, intima, vista dall’alto in un campo lungo su rotaie mentre spunta un treno come un serpentone senza fine composto da venti vagoni o più da cui scendono in corsa viaggiatori disinvolti. Un luogo simbolo del viaggio che potrebbe essere ovunque è in qualsiasi tempo, astratto eppure pesante come il ferro dei binari, della locomotiva, dei treni stessi.
Licenziamenti, violenza, tradimenti, disoccupazione, desiderio sessuale trattenuto o esplicitato male, molti i temi presenti. Cosa è dentro e cosa fuori dal film. Interrogativi che restano irrisolti in un finale ambientato in una sala di montaggio cinematografica: andato via il regista lasciando la solo il montatore, l’obiettivo lentissimamente zooma su un fermo immagine di un uomo che corre con la camicia bianca. Chi sarà, visto che non è il protagonista e nessuno l’ha ingaggiato? Dilemmi alla Antonioni nel cinema contemporaneo indiano.


CAST & CREDITS

(Yeti); Regia: Abhijit Mazumdar; sceneggiatura: Abhijit Mazumdar; fotografia: Dipankar Sikder; montaggio: Krishnendu Sarkar; musica: Kanishka Sarkar; interpreti: Manoj Sharma, Anurag Mishra, Atmaja Pandey, Pratik Rathod, Yashashvi Mishra; produzione: Film & Television Institute of India, Rough Work Films; origine: India, 2014; durata: 62’


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