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Tracks - Attraverso il deserto

Pubblicato il 30 aprile 2014 da Giovanna Branca
VOTO:


Tracks - Attraverso il deserto

Per molti la linea d’ombra è un’esperienza metaforica più che concreta: non c’è bisogno di ritrovarsi a capo di una nave ferma sui mari d’oriente in mezzo ad un’epidemia di febbre gialla per fare il proprio ingresso nell’età adulta. Per altri, però, mettere a seria prova i propri limiti diventa una necessità esistenziale, con tutti i rischi che ne conseguono. Com’è giusto che sia, il cinema predilige le loro storie a quelle di chi si limita a vivere con una certa sorpresa il trauma della scoperta di essere entrati nel mondo delle responsabilità, ma comodamente a casa propria. Non è questo il caso Robyn Davidson, che negli anni Settanta attraversò il deserto australiano (2700 km) in compagnia solo di quattro cammelli e del suo cane Diggity. Per dimostrare che una persona, da sola, può raggiungere qualsiasi obiettivo. Il viaggio, durato dei mesi e finanziato dal National Geographic fu poi da lei raccontato nel best seller Tracks, su cui si basa il regista John Curran per il suo film omonimo. Robyn, interpretata dalla brava Mia Wasikowska, ha un passato traumatico: una madre morta suicida. Sarà forse questo a renderla irrequieta, per cui appunto decide di intraprendere il viaggio apparentemente impossibile dopo che avrà addomesticato i cammelli necessari alla traversata.
Sorta di Into the Wild con happy end, Tracks è l’ennesimo film sulla ricerca di se stessi in mezzo alla natura ostile, stracolmo di immagini da cartolina e messaggi facili da digerire ma che ancora fanno sentire intelligente qualcuno nel coglierli: il rispetto nei confronti delle culture indigene, la necessità di rivivere i propri traumi, il disprezzo per la stampa impicciona che rovina il romanticismo delle esperienze autentiche. Robyn proprio non tollera l’occasionale incursione dei reporter nella sua avventura, con uno sdegno ed un senso di intimità violata che sarà sicuramente ciò che l’ha portata ad accettare di scrivere un romanzo sulla sua vicenda. Molto più interessante è invece il rapporto che si crea con il petulante fotografo del National Geographic, Rick, che la raggiunge periodicamente per immortalare il procedere del suo viaggio; la progressiva scoperta reciproca dei due, che impareranno a rispettarsi e volersi bene nonostante l’incolmabile differenza che li separa. Tracks resta comunque un film troppo simile a tanti altri perché se ne sentisse davvero il bisogno, e gli unici personaggi veramente degni di nota sono i quattro simpatici cammelli che accompagnano la protagonista nel suo viaggio nella natura selvaggia.


CAST & CREDITS

(Tracks) Regia: John Curran; sceneggiatura: Marion Nelson; fotografia: Mandy Wlaker; montaggio: Alexandre De Franceschi; interpreti: Mia Wasikowska (Robyn Davidson), Adam Driver (Rick Smolan), Jessica Tovey (Jenny), Emma Booth (Marg); produzione: See Saw Films; distribuzione: Bim; origine: Australia, Regno Unito; durata: ’.


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