Tribeca Film Festival 2011 - Intervista con Chris Paine, regista del film The Revenge of The Electric Car

Chris ti abbiamo lasciato cinque anni fa con il documentario Who Killed the Elecric Car dove attraverso la tua intelligente indagine cercavi di spiegarci le motivazioni della nascita e prematura scomparsa della macchina elettrica. Ti ritroviamo oggi con un nuovo documentario in cui in maniera divertente e divertita ci racconti la rinascita e "rivincita" del mezzo ecologico. Con che spirito ti sei avvicinato a questo progetto e come e` stato per te lavorare su un documentario con lo stesso argomento ma con una tecnica opposta a quello precedente?
Tre anni fa, quando ho deciso di imbarcarmi su questo nuovo progetto mai e poi mai avrei pensato di occuparmi nuovamente della macchina elettrica. Il motivo per cui cinque anni fa si era preferito il "caro e vecchio gasolio" ad un mezzo totalmente ecologico era il fatto che la benzina qui negli States non costava nulla e quindi i potenti del mercato automobilistico Americano, a cui interessa solo il denaro e non la salute pubblica, anche se essa in teoria tocca anche loro e le loro famiglie, non avevano alcuna voglia di investire soldi su prototipi e modelli costosi, quando potevano tranquillamente continuare con le loro vecchie macchine, con un costo di produzione minore e con la possibilita` di venderle a poco. Oggi che la benzina e` arrivata a costare quattro dollari a gallone, la macchina elettrica e` tornata di moda.
Come mai prima erano cosi` contrari alla diffusione di un mezzo cossi efficace e pulito?
Non credo che fossero contrari per motivi ecologici. Erano contrari solo per motivi di denaro. A loro interessa il guadagno, il profitto e se adesso la macchina elettrica portera` profitto, il mercato si diregera`in quella direzione. Va anche detto, pero`, che avere una macchina da gestire in totale indipendenza da un punto di vista del carburante, dona troppa liberta` alla gente e questo, notoriamente piace poco.
Come si scrive un documentario come il tuo, in cui e` tutto un work in progress? Sai da dove cominciare ma non sai mai come andra` a finire. Ad esempio nel tuo film si finisce con la macchina prodotta dalla Tesla, che fa il boom nella giornata di apertura delle azioni sul mercato, cosa che ovviamente non potevi sapere finche` non si e` verificata.
Ovviamente scrivere un documentario, qualsiasi documentario, non e` come scrivere un film di fiction. A me piace pensarlo come una tela bianca sulla quale si aggiungono vari strati di colore. Man mano che si aggiungono questi strati, si raggiunge il quadro che si vuole comporre. Nel mio viaggio ovviamente sono stati fonfdamentali il mio co-sceneggiatore P.G. Morgan e il montatore Chris A. Peterson, con i quali abbiamo poi raggiunto il risultato finale.
Come forse saprai in Italia il nostro governo a giugno ci chiamera` alle urne per decidere in un referendum se portare o meno il nucleare in Italia. Secondo te con tutte queste energie pulite e rinnovabili che si stanno studiando e cominciando ad utilizzare in tutto il mondo, perche` il nostro governo vuole farci andare controtendenza e far aprire centrali nucleari?
Il nucleare non serve. Il nucleare e` pericoloso. Conosco migliaia di associazioni e giovani che studiano e portano avanti progetti di energia pulita ad impatto zero che da sole aiuterebbero non solo gli Stati Uniti, ma tutto il continente Americano ad alimentarsi per i prossimi cinquant`anni. La mia casa e` totalmente alimentata da pannelli fotovoltaici e ogni anno la mia casa produce piu` energia di quanta gliene servirebbe per far funzionare tutto cio` di cui ho bisogno e tutto, ripeto e sottolineo, ad impatto zero. Siamo noi e giornalisti giovani come te che dovrebbero mobilitarsi e far capire che al giorno d`oggi il nucleare e` impensabile e pazzesco. Perche` il governo italiano vuole tornare al nucleare mi chiedi? Probabilmente perche` e` pazzo come quello Americano, o, forse anche di piu`.
