Tribeca Film Festival 2011 - Rabies - Cinemania

Rabies è un horror come non se ne vedevano da anni. Intelligente, divertente, pungente, innovativo.
Primo horror della storia del cinema israeliano, la pellicola di Aharon Keshales e Navot Papushado si svolge in un bosco, sperduto tra Betlemme e Jerusalemme. Qui si aggira un pericolosissimo e folle serial killer che dissemina tagliole e trappole per orsi in tutto il bosco per catturare e torturare le vittime che vi cadranno prigioniere. Un gruppo di giovani ragazzi in campeggio, una coppia di poliziotti, due ambigui fratelli e una specie di guardia forestale con il suo fido cane entreranno nel raggio d’azione del pericoloso individuo. Chi riuscirà a sopravvivere?
Fino a qui sembrerebbe la trama scontata di circa un centinaio di film del brivido di ogni epoca, ma a rendere il tutto interessante e "innovativo" intervengono due fattori fondamentali :
1) Tutto avviene in pieno giorno, con un sole ed una fotografia volutamente bruciata che quasi acceca la vista dello spettatore e, cosa assai più interessante,
2) in tutto il film nessuno verrà ucciso dal serial killer.
Ciò non vuol dire che non vi saranno morti, anzi il sangue e le scene splatter si sprecano, ma che per delle divertentissime e stranissime coincidenze tutti i personaggi che entreranno nel malefico bosco, per un motivo o per l’altro, finiranno col morire e/o ammazzarsi senza neanche entrare in contatto col "mostro". Una sorta di Reazione a catena di Mario Bava, dove tutto, però, è giostrato dal caso, l’equivoco e la involontarietà. Gioco estremamente ben reso, attraverso una regia divertente e divertita che mette a proprio agio lo spettatore e lo intriga sin dalla primissima sequenza.
Aiutati da uno script intelligente, un ribaltamento dei clichè classici del genere (e non a caso Ahron Keshale è critico e professore di cinema) da un ottimo utilizzo dell’audio e del colpo di scena Rabies riesce a giocare con il pubblico da più punti di vista. Intelligente poi è l’uso che viene fatto degli omaggi "nascosti" al cinema di genere, tra i quali ci ha divertito in particolar modo il vestito alla Michael Myers del serial killer che ben si nota nella scena bonus alla fine dei titoli di coda.
Davvero un film da vedere che sicuramente non tarderà a diventare un cult tra gli amanti del brivido.
Kalevet, Regia, sceneggiatura e montaggio: Ahron Keshales e Navot Papushado; fotografia: Guy Raz; musica: Frank Ilfman e Haim Frank Ilfman; interpreti: Danny Geva, Ran Danker, Ania Bukstein e Ofer Shecter ; produzione: Chilik Michaeli, Avraham Pirchi, Tami Leon, Julia Schifter; origine: Israele 2010; durata: 90’;
