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Un matrimonio all’inglese

Pubblicato il 3 settembre 2009 da Nicola Lazzerotti


Un matrimonio all'inglese

Anni 30, Larita (Jessica Biel) è una giovane sexy e intraprendente, famosa per essere la prima donna ammessa al Gran Prix di Montecarlo; John (Ben Barnes) è un ricco proprietario terriero in vacanza nel principato, i due si incontrano, si innamorano e si sposano.
La coppia fa ritorno a casa di lui. I Whittaker sono di origini nobili, legati a principi puritani. La famiglia è formata, oltre che da John, dalle due sue sorelle, zitelle e arcigne, dal padre Mr. Whittaker (Colin Firth), reduce della grande guerra, uomo dal carattere conviviale e spregiudicato, e dalla madre Mrs. Whittaker (Kristin Scott Thomas), al contrario, una donna bigotta e vero motore della famiglia. Appena giunta alla tenuta si instaura tra la giovane Larita e sua suocera un clima di ostilità.
Sono passati dieci anni da quello che avrebbe dovuto essere, secondo le intenzioni, il congedo di Stephan Elliott dal mondo del cinema con The Eye - Lo sguardo. Per fortuna, è il caso di dirlo, il regista ha preferito tornare sulla sua decisione regalandoci una grande commedia stupendamente diretta e recitata dove ogni battuta sarcastica, ogni battibecco, ogni gag è splendidamente realizzata. Il tono assunto dalla commedia è permeato dal classico humor inglese. Il film è tratto da una piece teatrale del ’24 caratterizzata da un ritmo intenso e sincopatico con battute a ripetizione. A farla da padrone sono le due donne: la Biel, finalmente in un ruolo da protagonista che esalta le sue grandi doti comiche, e la Thomas, assolutamente perfetta nel ruolo di madre austera e sferzante, capace di pungolare la nuora con perfida sagacia. Le due si combattono e si punzecchiano per tutto il film creando momenti di grande divertimento.
Interessante anche il personaggio di Colin Firth, tratteggiato e delineato con grande abilità sempre coerente con il ruolo, fino all’inaspettato finale.
Easy Virtue è un’ ottima commedia, efficace nello spirito del puro intrattenimento, spassosa nella messa in scena, e stupisce che questo sia il film successivo al cupissimo The Eye of Beholther. E’ come se il regista avesse deciso di resuscitare dopo il lungo digiuno con un’opera viva e brillante.
La messa in scena è ottimamente realizzata, tutto sembra straordinariamente reale e si sviluppa un effetto di contrasto continuo tra antico - le scenografie e il tratto con cui sono delineati i personaggi - e moderno - i dialoghi e le azioni degli stessi personaggi. E’ questa la vera ricetta vincente del film, che sa per questo risultare inequivocabilmente brillante.


CAST & CREDITS

(Easy virtue); Regia: Stephan Elliott; sceneggiatura: Stephan Elliott, Sheridan Jobbins (based on Noel Coward’s play) ; fotografia: Martin Kenzie; montaggio: Sue Blainey; musica: Marius de Vries; interpreti: Jessica Biel (Larita), Colin Firth (il signor Whittaker), Kristin Scott Thomas (la signora Whittaker), Ben Barnes (John Whittaker); produzione: Ealing Studios; distribuzione: Odyssey Entertainment; origine: GB, 2008; durata: 96’


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