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Una Notte Da Leoni 3

Pubblicato il 1 giugno 2013 da Nicola Lazzerotti
VOTO:


Una Notte Da Leoni 3

I sequels, in tutti i generi cinematografici americani seguono da sempre le medesime regole. Si individuano gli elementi più seduttivi della pellicola originale e si procede nella esaltazione di questi. La moltiplicazione sconfessata di questi elementi è tale da renderli attesi dagli spettatori, e di conseguenza le scene diventano più spettacolari, i nemici sono più cattivi, i mostri più grandi e l’invenzione e l’azione dell’eroe o dei protagonisti più scaltra e articolata.
Se il franchise è molto duraturo e con diversi episodi al seguito in un tempo abbastanza lungo, questi elementi ripetitivi posso cambiare ed evolversi. Questo in ragione di un pubblico che cerca innovazione e sviluppo in un quadro familiare: cambiano i tempi e cambiano gli spettatori, di conseguenza il prodotto si deve adeguare.
La trilogia ha invece regole ancora più particolari: sono rare le ripetizioni, e quando presenti gli elementi in gioco non sono più i fatti messi in scena ma proprio l’aspettativa di chi conosce i capitoli precedenti, e quindi con essi fare un confronto. Ma in genere le trilogie, quelle sviluppate e pensate come tali, spesso dai medesimi autori che le hanno create, sono da considerarsi per lo più come un’opera unica di più ampio respiro che poco ha a che vedere con la serialità.
Fatta questa dovuta premessa bisogna intendere Una notte da leoni 3 come un caso che esula queste categorie specifiche, che per quanto arbitrarie tracciano bene questo panorama cinematografico, permettendo così un’analisi specifica del film nel suo contesto. Se da una parte è evidente sin dal secondo episodio il chiaro intento di realizzare una trilogia, questa non si realizza mai a pieno nei fatti, a causa di una scrittura con una dinamica degli eventi troppo sfaldata e forzata. E per quanto si voglia, negli intenti, dare un’unità alla storia, si avverte sempre una sensazione di frammentazione, risultando così più una contiguità di gags che l’evoluzione di una narrazione solida.
Gli anelli di congiunzione della storia sono dunque i pretesti sterili per la messa in scena delle gags e delle battute che, in fin dei conti, sono solo fini a se stesse. E, inoltre, l’abbondante incedere, soprattutto nel finale, di rimandi e di riferimenti ai due capitoli precedenti della saga hanno più il sapore amaro e superficiale di una strizzatina d’occhio per gli spettatori più affezionati, di rimandi e riferimenti questi talvolta addirittura ridondanti, che poco o nulla hanno a che vedere con la narrazione, che in ragione di questo risulta appesantita.
Questo terzo capitolo è allo stesso tempo in totale controtendenza rispetto al precedente. Se infatti il secondo rispettava, a pieno, l’idea di sequel più canonico, sviluppando pedissequamente quegli elementi che erano stati il punto di forza primo film, tanto da far risultare i due sostanzialmente sovrapponibili. Quest’ultimo capitolo pare, invece, muoversi su prerogative opposte.
Nel secondo si verificava, infatti, un processo di moltiplicazione dell’effetto, in cui i protagonisti erano sempre più coinvolti in situazioni ingiustificabili e parossistiche, in questo Una notte da leoni 3 tutto procede linearmente, tutto è fin troppo giustificato, e proprio per questo il tutto pare stonare. Gli sceneggiatori, hanno proceduto per sottrazione di elementi alla narrazione anziché per moltiplicazio. Se il numero due era troppo identico al primo nella forma per risultare efficace e nuovo, quest’ultimo capitolo in sostanza varia troppo. Si cerca l’innovazione puntando più sulle stranezze dei personaggi, in particolar modo di Alan (Zach Galifianakis) e di Mr. Chow (Ken Jeong) punti centrali della storia, che sulla straordinarietà delle situazioni. Nei primi due la formula era: personaggi normali, o quasi, in una situazione assurda e straordinaria non giustificata. Nel terzo capitolo invece sono: personaggi assurdi, o presunti tali, in una situazione eccentrica perfettamente conosciuta.


CAST & CREDITS

(The Hangover Part III); Regia: Todd Phillips; sceneggiatura: Todd Phillips e Craig Mazin; fotografia: Lawrence Sher; montaggio: Jeff Groth e Debra Neil-Fisher; musica: Christophe Beck; interpreti: Bradley Cooper (Phil), Ed Helms (Stu), Zach Galifianakis (Alan), Justin Bartha (Doug); produzione: Green Hat Films e Legendary Pictures; distribuzione: Warner Bros Pictures; origine: U.S.A., 2013; durata: 100’


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