X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Una proposta per dire si

Pubblicato il 15 maggio 2010 da Arianna Pagliara


Una proposta per dire si

La bella Anna aspetta impazientemente una proposta di matrimonio dall’eterno fidanzato Jeremy, ma quando durante una cena romantica apre la fatidica scatolina, al posto del tanto desiderato anello trova solo un paio di orecchini che, come poi dirà, seppure belli “non dimostrano nessun impegno”. Jeremy, affermato cardiologo, parte per l’Irlanda per una conferenza. Anna, delusa ma tenace, decide di seguirlo in nome di un’antica tradizione ricordatale da suo padre: solo a Dublino e solo il ventinove di febbraio infatti sono le donne a chiedere in matrimonio i propri fidanzati “indecisi”.
Una serie di sfortunatissimi eventi (una tempesta, un’automobile che cola a picco nell’acqua, treni e autobus immancabilmente persi) ritarderà l’incontro con il fidanzato e tuttavia, nel frattempo, le permetterà di fare amicizia con Declan, un irlandese dai modi rudi ma dal cuore generoso. Per cinquecento euro il ragazzo dovrebbe portare Anna a Dublino su una scalcinata Renault 4, attraverso la verdissima campagna irlandese. Ma la città, come un miraggio, sembrerà farsi man mano sempre più lontana, e il tentativo di raggiungere Jeremy sempre più disperato.
Una proposta per dire si è una commedia romantica, tutta giocata sui caratteri opposti dei due protagonisti Anna (Amy Adams) e Declan (Matthew Goode) che non fanno che punzecchiarsi e tormentarsi per tutto il corso del film, salvo poi – come da copione – innamorarsi nel dolce e prevedibile epilogo. Lei è la classica americana di città, spaesata nella campagna fangosa e “sporca”, che si trova costretta ad attraversare prati zuppi di pioggia con i tacchi alti. Lui da principio gioca ad essere brusco e sbrigativo, prendendosi gioco delle sue maniere “raffinate” e della sua valigia firmata Louis Vuitton, ma al momento del bisogno è pronto a difenderla. Meravigliosi paesaggi da cartolina fanno da cornice a questa storia d’amore, ma la descrizione dell’Irlanda che ne viene fuori, seppure farcita di piacevoli note ironiche, non è scevra da luoghi comuni e personaggi macchiettistici (troppo spesso vediamo infatti uomini rissosi, superstiziosi o bevitori). Per quanto riguarda il duo dei protagonisti, l’umorismo in molti passaggi funziona, specie nella prima parte del film, ma via via le trovate comiche sembrano farsi meno originali, mentre un romanticismo stucchevole prende il sopravvento: i dialoghi frizzanti e briosi lasciano il posto alle meditazioni intrise di sentimentalismo e, infine, ai tramonti sulle scogliere e agli stereotipi da commedia rosa.
Ci sono insomma, nel film, dei punti di partenza non sbagliati, e dei momenti riusciti di ironia non banale, ma nel complesso le note dominanti restano quelle più squisitamente romantiche, per la gioia degli appassionati del genere e il tedio di tutti gli altri. Una proposta per dire si è un film non inconsistente ma leggero, che svaga senza appassionare, che diletta senza trascinare.


CAST & CREDITS

(Leap Year); Regia: Anand Tucker; sceneggiatura: Deborah Kaplan, Harry Elfont; fotografia: Newton Thomas Sigel; montaggio: Nick Moore; musica: Rendy Edelman; interpreti: Amy Adams (Anna), Matthew Goode (Declan), Adam Scott (Jeremy); produzione: Gary Barber, Chris Bender, Roger Birnbaum; distribuzione: Universal Pictures; origine: Usa, Irlanda; durata: 100’.


Enregistrer au format PDF