Venezia 67 - Hitparzut X - SIC

Hitparzut X è un termine dell’astrofisica che indica il fenomeno di assorbimento di una stella da parte di una più grande. La scrittrice del libro da cui è tratto questo film – Edna Mazaya, anche sceneggiatrice – ci tiene a sottolineare che le stelle si trovano sempre in coppia, e che ad un certo punto quella più piccola ha un ultimo sussulto, un’esplosione, prima di venire assorbita dalla più grande. E poi – continua la scrittrice - “muoiono insieme: già in questo c’è un aspetto drammatico”. La storia di Hitparzut X (titolo internazionale Naomi) di Eitan Zur ricalca questo evento astronomico, legandolo alle passioni e alle scelte degli uomini.
Ilan, un anziano luminare dell’ astrofisica, è sposato con una bellissima ventottenne, la Naomi del titolo. Da subito Ilan ci è mostrato morbosamente attaccato alla moglie, tanto morbosamente che quando scoprirà la sua relazione extraconiugale uccide il rivale, Oded, per poi nascondere il suo corpo. Da questo momento in poi ha avvio il thriller psicologico: in assenza di un cadavere non c’è crimine, ma l’anziano professore è tormentato dai sensi di colpa ed è costantemente sul punto di cedere.
Pur essendo un’opera prima il film è girato magistralmente, anche se in maniera molto classica: la tensione non scema mai e non ci sono personaggi “deboli”. Molto è dovuto al fatto che Eitan Zur viene da un lungo praticantato come regista di una serie Tv Israeliana di grande successo - Be Tipul - cui si ispira il serial statunitense In Treatment, con Gabriel Byrne. Ma il vero punto di forza dell’opera sta nella sceneggiatura: la storia non ha sbavature e non scade mai nella banalità, un rischio che è sempre dietro l’angolo quando si tratta una trama così “tradizionale”. I personaggi sono tratteggiati con levità e intelligenza, e le loro scelte non sono mai prevedibili. La scrittrice e sceneggiatrice Edna Mazaya ha infatti alle spalle anche una carriera come adattatrice e autrice di testi teatrali, ed è dunque perfettamente a suo agio con il cinema. E come spiega, in questo processo è stata fondamentale la scelta degli attori, sorprendentemente bravi. Su tutti svetta però il personaggio della madre di Ilan, un’ ebrea tedesca poco incline ai sentimentalismi e terribilmente cinica. La sua tagliente ironia - molto “ebraica” - fa ridere anche in momenti di grande tensione e coinvolgimento, senza però mai abbassare il livello di partecipazione emotiva del pubblico.
Durante questo film non si ride molto, ma saper coniugare l’ironia ad una trama così cupa è un dono di pochi.
(Hitparzut X) Regia: Eitan Zur; Sceneggiatura: Edna Mazaya; fotografia: Shay Goldman; montaggio : Boaz Leon; musica: Adrien Blaise ; interpreti: Yossi Pollak (Ilan Ben-Natan), Melanie Peres (Naomi Ben-Natan), Orna Porat (Kathy Ben-Natan) Suheil Haddad (Anton), Rami Heuberger (Oded Safra); produzione: July August Productions; origine: Israele-Francia; durata: 102’.
