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Venezia 67 - News from Nowhere - Orizzonti

Pubblicato il 12 settembre 2010 da Giovanna Branca


Venezia 67 - News from Nowhere - Orizzonti

Se un regista si è formato nella Factory di Andy Warhol è comprensibile che senta per sempre il dovere di essere/fare il trasgressivo. E forse è imputabile a questo se News from Nowhere di Paul Morissey sembra scritto e girato da un bambino delle elementari. Il film lascia infatti sbalorditi per la sua totale mancanza di un qualsiasi pregio cinematografico. La sceneggiatura in primo luogo: un misterioso migrante irregolare Argentino trova lavoro in una cittadina portuale degli Stati Uniti: qui si perde in una serie di storie parallele non comunicanti e che non portano da nessuna parte. C’è la ragazza madre tossica e “di facili costumi” che cerca incessantemente di concupirlo, per poi finire in overdose e riprendersi miracolosamente senza nessun intervento medico. C’è la vecchia signora arpia e solitaria - ma che in fondo ha un gran cuore - che dipinge un copioso numero di ritratti raccapriccianti del fisicato eroe che si erge contro gli scogli. Ci sono dei misteriosi inglesi trafficanti di bambini che fanno la loro comparsa solo alla fine, per vendere la figlia della ragazza di facili costumi di cui sopra a qualche maniaco del Bahrein, senza che nessuno faccia niente per impedirlo (il nostro eroe si limita a fissarla nel finale con aria sofferente e ricci al vento). C’è anche la donna che ha aiutato il protagonista a passare il confine, che entra ed esce dalla storia senza nessun motivo in particolare.
Ma certo, Morissey viene dalla Factory e forse tutto questo è una brillante provocazione.
C’è poi l’aspetto propriamente registico: il film è girato talmente male che persino un classico come il raccordo di sguardi (il buon vecchio campo e controcampo) è totalmente abolito con fare ribelle, da uomo che si è formato nella Factory. I protagonisti parlano tra loro, ma guardano sempre l’orizzonte o forse qualche oggetto collocato ovunque, ma non in direzione del loro interlocutore. E che dire della recitazione, questa sconosciuta. Gli attori si distinguono per una generalizzata e totale incapacità a recitare una qualsivoglia battuta, e questo può essere un problema per un film che richiede loro persino di soffermarsi lungamente su sguardi intensi ed evocativi.
Viene il dubbio però di essere in presenza di un’opera talmente di rottura da rivoluzionare ogni aspetto della messa in scena tradizionale. Dopo Griffith ci sarebbe Morissey, insomma. Forse ci troviamo in presenza di un nuovo inizio.


CAST & CREDITS

(News from Nowhere) Regia, sceneggiatura e montaggio: Paul Morissey; fotografia: Shane Sigler; musica: Johann Baptist Georg Neruda, Giuseppe Tartini, Benedetto Marcello, Gabriel Fauré; interpreti: Demian Gabriel, Viva Hoffman, Nicole Laliberte, Olga Liriano, Justine Crawford, Dale Slomoff; produzione: Eothen; origine: USA; durata: 94’.


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